In attesa di Immuni, come funziona il tracciamento in 30 Paesi

Redazione
05/05/2020

L'Italia è indietro con l'app, in arrivo forse il 18 maggio. Mentre l'Europa è ancora divisa sull'adozione della piattaforma Google-Apple. Volontarietà o obbligatorietà, anonimato, uso del bluetooth o Gps, decentralizzazione dei dati: l'esempio che ci viene dall'estero.

In attesa di Immuni, come funziona il tracciamento in 30 Paesi

Che fine ha fatto Immuni? In attesa di conoscere come e quando usare la app per tracciare il contagio del coronavirus in Italia, che dovrebbe essere partire nella nuova fase di allentamento dal 18 maggio in poi, sono circa 30 i Paesi del mondo – da Singapore all’India, dall’Australia al Regno Unito – che stanno sperimentando questo sistema. A cui anche noi possiamo ispirarci per mettere in campo un metodo efficace.

A SINGAPORE L’HA SCARICATA SOLO UNA PERSONA SU SEI

Le caratteristiche tecniche e di privacy variano, con l’Europa ancora divisa sull’adozione della piattaforma di Google e Apple. Ma gli esperti restano scettici sull’efficacia del sistema in assenza di test e tamponi. Tra gli Stati che hanno adottato il tracciamento ci sono quelli che per primi hanno dovuto far fronte all’epidemia come la Cina e il suo sistema giudicato da Grande Fratello, la Corea del Sud con un’app che ha spesso rivelato gli spostamenti personali degli utenti e Singapore dove nonostante la massiccia campagna del governo solo una persona su sei l’ha scaricata.

IN INDIA OBBLIGATORIA SE SI TORNA AL LAVORO

In India, dove i contagi sono in aumento, l’app di Stato AarogyaSetu è stata resa obbligatoria se si deve tornare al lavoro. E in Israele si sta pensando di fare lo stesso ma per entrare in negozi e supermercati. L’Australia ha adottato un’app a fine aprile e in 24 ore ha registrato 2 milioni di download, mentre negli Usa ci sono iniziative di singoli Stati ma non un sistema nazionale. Altri Paesi ad aver adottato sistemi di tracciamento sono Bahrain, Colombia, Cipro, Ghana, Islanda, Indonesia, Kirgizistan, Messico, Pakistan, Filippine, Thailandia, Turchia.

IL BLUETOOTH GARANTISCE INTEROPERABILITÀ TRA PAESI

L’Europa è divisa sulle app nonostante i criteri fissati da Bruxelles di volontarietà, anonimato e uso del bluetooth che garantirebbero anche una interoperabilità tra i Paesi negli spostamenti delle persone. Criteri anche alla base del sistema di tracciamento di Apple e Google destinato ai governi, che prevede pure la decentralizzazione dei dati, cioè la loro conservazione sui dispositivi degli utenti.

IN NORVEGIA IL SISTEMA USA ANCHE IL GPS

Il Regno Unito sperimenta un’app dal 5 maggio – giorno in cui è diventato ufficialmente il Paese con più morti per Covid-19 in Europa – e la Francia dai primi di giungo, ma entrambi hanno deciso di non adottare la piattaforma dei due big della tecnologia. Austria, Estonia, Svizzera, Irlanda, Grecia, Spagna hanno già una app, così come la Norvegia il cui sistema usa anche il Gps e server centrali.

DA NOI VERSO UN TEST IN POCHE REGIONI

Germania e Italia hanno invece deciso di basarsi sul sistema AppleGoogle che sarà pronto a metà maggio. L’app Immuni scelta dal nostro governo dovrebbe essere in campo dopo quella data, forse con un test in poche regioni per poi espandersi. Il governo ha rassicurato su volontarietà, rispetto della privacy, uso del bluetooth e approccio decentralizzato. Resta da capire quanto sarà utile.