Appello, rischio di stop per Bonucci e Pepe

Redazione
21/08/2012

In mezzo al fango col fiato sospeso. Il mondo del calcio è in ansia. I vari Conte, Bonucci, Pepe, Portanova...

Appello, rischio di stop per Bonucci e Pepe

In mezzo al fango col fiato sospeso.
Il mondo del calcio è in ansia. I vari Conte, Bonucci, Pepe,
Portanova e Di Vaio sono pronti a conoscere tra poche ore il
proprio destino.
Al termine della ‘due giorni’ nel Foro Italico, a Roma,
è stato lo stesso presidente della Corte di giustizia federale,
Gerardo Mastrandrea, a dettare i tempi della pubblicazione dei
verdetti sul processo d’appello per il Calcioscommesse:
«Siamo chiamati a un lavoro oneroso, ma cercheremo di mantenere
l’impegno di far uscire il dispositivo entro il 22
agosto».
LECCE E GROSSETO, B O LEGA PRO? La Corte si è
chiusa subito in camera di consiglio per decidere sui ricorsi
relativi al procedimento del filone d’inchiesta barese, di
cui si è trattato il 21 agosto, ma anche di quello cremonese
affrontato in aula il 20: tra pochi giorni partiranno i
campionati, ma Grosseto e Lecce – che sono stati estromessi dalla
Serie B dalla sentenza di primo grado – devono sapere se
parteciperanno al campionato cadetto o a quello di Lega Pro.
«Che interesse avrebbe avuto la famiglia Semeraro, fra le più
in vista a Lecce, ad alterare una partita il cui risultato era
abbastanza prevedibile per le posizioni di classifica?», ha
domandato l’avvocato del Lecce, Mattia Grassani, nel corso
della propria arringa difensiva.
PALAZZI: «RISCONTRI BANCARI». Di parere
diverso il procuratore federale, Stefano Palazzi: «C’è un
riscontro scientifico e documentale, sia dalle dichiarazioni di
Andrea Masiello, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, ma anche sui
riscontri bancari e dei tabulati telefonici».
«Chiedo il rigetto delle impugnazioni del Lecce e del suo
presidente», ha aggiunto, «e chiedo venga affermata la
squalifica del tesserato Giuseppe Vives con tre anni e sei mesi;
in virtù della responsabilità oggettiva chiedo venga aggravata
la sanzione del club con altri cinque punti o un’ammenda
decisa dalla Corte».
IL GIORNO DI PEPE E BONUCCI. Dopo il tecnico
della Juve, Antonio Conte, che potrebbe ottenere un sconto di due
mesi alla squalifica di 10 inflitta dalla Disciplinare,
è stata la volta di Bonucci e Pepe.
Palazzi ha impugnato i loro proscioglimenti,
facendo mettere agli atti alcuni articoli che attestano la
«validità delle dichiarazioni di Masiello, intrinseca ed
estrinseca, nell’impossibilità di poter produrre i verbali
di Lanzafame e Masiello nella loro integrità, per non
intralciare il lavoro della procura di Bari».
Una credibilità che la Disciplinare non ha ritenuto dimostrata
nella presunta combine di Udinese-Bari del maggio 2010.
IL PROCURATORE HA CHIESTO LE CONDANNE. Palazzi
ha chiesto la condanna di tutti i tesserati coinvolti: gli ex
baresi Bonucci (in subordine agli originari tre anni e sei mesi,
la richiesta è di un anno per omessa denuncia), Salvatore
Masiello e Nicola Belmonte, l’ex Udinese Pepe che
trascinerebbe per responsabilità oggettiva anche il club
friulano (rischia ammenda 50 mila euro).
I LEGALI DEGLI JUVENTINI: «I RACCONTI NON
QUADRANO».
«Andrea Masiello si contraddice e non dice
la verità», ha ripetuto Gian Pietro Bianchi, legale del
difensore juventino. «Bonucci è una persona credibile, come ha
detto la procura di Bari, che non lo ha mai indagato, ma lo ha
ascoltato soltanto come persona informata sui fatti».
«Non c’è la prova della telefonata fatta da Salvatore
Masiello», ha sottolineato Luigi Chiappero, avvocato di Pepe.
«La ricostruzione non quadra».
PORTANOVA-DI VAIO NEI GUAI. Grazie al tabulato
di una telefonata tra il difensore del Bologna, Daniele
Portanova, e l’ex capitano rossoblù Marco Di Vaio
,
Palazzi dovrebbe ribaltare la sentenza di primo grado, puntando
alla condanna di entrambi (tre anni per Portanova, uno per Di
Vaio), ottenendo la penalizzazione di due punti e un’ammenda
di 50 mila euro per il club emiliano.