Apple-Samsung, guerra aperta per smartphone

Redazione
20/08/2012

Apple e Samsung cercano un accordo al foto finish, prima che la giuria inizi a deliberare sul processo in grado...

Apple-Samsung, guerra aperta per smartphone

Apple e Samsung cercano un accordo al foto
finish
, prima che la giuria inizi a deliberare sul processo
in grado di rivoluzionare l’industria degli smartphone e dei
tablet.
L’amministratore delegato di Cupertino, Tim Cook e il numero
uno di Samsung, Know Oh Hyun, dovrebbero tentare di raggiungere,
in una conversazione telefonica, un’intesa: i risultati del
colloquio privato saranno comunicati al giudice Lucy Koh.
In attesa delle arringhe finali in programma martedì 20 agosto,
continuano così i lavoro dietro le quinte.
Poi la parola spetterà ai giurati che devono decidere chi delle
due società ha ragione.
CUPERTINO HA CHIESTO 2,5 MLD. Apple (che è
l’azienda più ricca di sempre con una capitalizzazione di 619 miliardi di dollari)
ha accusato Samsung di aver copiato i suoi prodotti e ha chiesto
2,5 miliardi di dollari in danni.
Samsung da parte sua ha accusato Apple di aver infranto dei
brevetti e ha chiesto 422 milioni di dollari.
La sentenza (prevista per mercoledì 22) avrà effetti al
di là di Apple e Samsung. 
Se Cupertino prevarrà, gli esperti ritengono che Samsung e le
altre società saranno più incentivate a prodotti in grado di
distinguersi nettamente da Apple.
Se la società sud coreana dovesse prevalere, invece, prodotti
simili a quelli di Apple potrebbe farsi largo sul mercato.

Scontro a tutto campo in tribunale

Nell’affrontarsi in tribunale i legali di Apple e Samsung non
si sono risparmiati, scontrandosi anche sulle istruzioni che il
giudice dovrà fornire alla giuria per darle tutti gli strumenti
necessari per decidere un procedimento complesso.
Nello scontro a tutto campo anche le prove ammissibili e che la
giuria deve poter considerare, così come le traduzioni fra
inglese e sud coreano.
IL GIUDICE: «MA FUMATE CRASCK?». Una lotta al
dettaglio che ha spazientito in diverse occasioni il giudice Koh:
«Non credo a quello che gli avvocati dicono in quest’aula»,
ha detto Koh nei giorni scorsi, spingendosi a chiedere,
polemicamente, a uno degli avvocati di Apple se avesse fatto uso di crack per pretendere
che Cupertino potesse far intervenire in aula tutti i testimoni
che voleva.