Aquarius, migranti portati a Valencia da navi militari italiane

Aquarius, migranti portati a Valencia da navi militari italiane

12 Giugno 2018 06.46
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La nave Aquarius ha lasciato alle 21 la posizione dove si trovava da due giorni – 27 miglia a Nord di Malta e 35 a Sud della Sicilia – ed è partita in direzione di Valencia accompagnata da due navi italiane, una della Guardia costiera e una della Marina militare. Il coordinamento del trasferimento fino a Valencia è in carico a nave Dattilo della Guardia costiera.

IN 400 SULLE NAVI MILITARI. Dei 629 naufraghi a bordo dell'Aquarius 400 sono stati trasferiti su due navi militari italiane. Anche la nave di Sos Mediterranée andrà in Spagna, con a bordo 129 delle persone tratte in salvo. «Le operazioni stanno procedendo nella massima tranquillità e la situazione è sotto controllo – ha spiegato nel pomeriggio Alessandro Porro, membro del team di Sos Mediterranee a bordo – I nostri mediatori culturali sono stati molto bravi a dare alle persone messaggi rassicuranti, dicendo loro che le tre imbarcazioni arriveranno tutte nello stesso porto e non ci saranno famiglie separate». I primi 280 migranti erano già stati trasferiti alle 17.30 del 12 giugno.

MADRID: POSSIBILI RESPONSABILITÀ PENALI. Se la situazione a bordo delle navi è tranquilla, lo stesso non si può dire sul fronte diplomatico. Da Madrid arriva un avvertimento per il governo italiano: «Non è questione di buonismo o di generosità, ma di diritto umanitario. Ci possono essere responsabilità penali internazionali per la violazione dei trattati sui diritti umani», ha ammonito la ministra della Giustizia, Dolores Delgado (leggi anche: Dal no di Macron al sì di Sanchez: come cambia la crisi sui migranti). Parla di possibili risvolti penali per omesso soccorso anche l'associazione Asgi che, in un'intervista per Lettera43, consiglia alla catena di comando di disattendere eventuali indicazioni del governo per la chiusura dei porti.

IL PARTITO DI MACRON: «VOMITEVOLE LA POSIZIONE DELL'ITALIA». Durissimo il commento arrivato dal portavoce del partito di maggioranza francese, La République En Marche del presidente Emmanuel Macron. «La posizione del governo italiano sui migranti? È vomitevole», ha detto il deputato Gabriel Attal, intervistato dalla tivù Public Sénat. Macron ha rincarato la dose, denunciando «una forma di cinismo e di irresponsabilità» da parte dell'Italia. Pronta e secca la replica del vicepremier Luigi Di Maio: «Proprio loro parlano… hanno scoperto la responsabilità. Li aiutiamo noi, aprano i loro porti». E se da una parte il portavoce del governo di Parigi, Benjamin Griveaux, ha insitito parlando di «comportamento inaccettabile» e di «strumentalizzazione politica», annunciando che Macron contatterà nelle prossime ore Malta, Spagna e Italia, dall'altra il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha detto che il nostro Paese «non vuole soldi dall'Europa, ma un aiuto concreto sulle migliaia di ricollocamenti che sono solo sulla carta e non effettivi». Salvini stesso riferirà al Senato sul caso Aquarius il 13 giugno. In una nota, Palazzo Chigi parla di «inedito gesto di solidarietà da parte della Spagna», mentre si accusa la Francia di «aver adottato politiche ben più rigide e ciniche in materia di accoglienza».

Italia e Germania, inoltre, intendono presentare «una proposta comune sulla protezione delle frontiere esterne» dell'Unione europea, «per non perdere ulteriore tempo». A renderlo noto è stato il Viminale, dopo una «lunga e cordiale» telefonata tra Salvini e l'omologo tedesco Horst Seehofer. Tra i due c'è stata «piena sintonia» in tema di «politiche di sicurezza e immigrazione» e Salvini «ha accolto con piacere l'invito del ministro tedesco a un prossimo incontro a Berlino».

MEDICI SENZA FRONTIERE: «VIAGGIO LUNGO E DIFFICILE». Medici senza frontiere, che a bordo della nave Aquarius ha una sua squadra, non ritiene tuttavia che fare rotta verso Valencia sia una buona soluzione: «Significa costringere persone in sofferenza, che sono a bordo da più di 72 ore, a effettuare un viaggio duro e difficile per altri quattro giorni. La cosa più sensata sarebbe invece quella di consentire il loro sbarco in Italia e poi trasferirli via terra in Spagna». Secondo la Guardia costiera, tuttavia, il viaggio avverrà «nelle condizioni di massima sicurezza possibile per le persone presenti a bordo». Sulla Dattilo e sull'altra nave della Marina militare impiegata saranno presenti medici dell'Ordine di Malta e personale dell'Unicef, per dare supporto ai minori. Il tempo di navigazione per Valencia «è stimato in quattro giorni».

QUATTRO DONNE INCINTE SBARCATE A LAMPEDUSA. Quattro donne incinte che si trovavano sulla Aquarius sono state portate l'11 giugno a Lampedusa da una motovedetta della Guardia costiera, insieme a un ragazzino minorenne che accusava convulsioni. Le quattro donne sono state portate negli ospedali di Palermo e Agrigento, mentre il ragazzino, anche lui disidratato, dopo le cure è stato trasferito nell'hotspot dell'isola.

PORTI APERTI ALLE NAVI MILITARI. Nel frattempo un'altra nave, la Diciotti della Guardia costiera, sta facendo rotta verso Catania con 937 persone a bordo, per le quali lo sbarco in Italia è stato consentito dal ministero dell'Interno. Una scelta che rende chiaro il doppio binario imboccato dal Viminale: porti aperti alle navi militari, chiusi invece a quelle delle Ong.

Il plauso di Orban: «Finalmente, ora la politica europea può davvero cambiare»

Alle critiche di Spagna e Francia fanno da contraltare gli "elogi" del primo ministro ungherese, Viktor Orban, che ha commentato così la posizione assunta dall'Italia: «È un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni». Orban ha aggiunto che la sua prima reazione quando ha sentito la notizia dell'Aquarius è stata pensare: «Finalmente! È stato così deprimente sentir dire per anni che le frontiere marittime dell'Europa non possono essere difese, al punto che praticamente passa la voglia di vivere».

TONINELLI: «GIUSTO PRAGMATISMO POLITICO». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, da cui dipende la Guardia costiera, ha dichiarato: «Sulla vicenda dell'Aquarius c'è stato il giusto pragmatismo politico che prima non c'era. Non abbiamo messo in pericolo la vita di nessuno, i migranti sono stati soccorsi da navi italiane. Stamattina abbiamo mandato viveri e monitorato la situazione dei passeggeri per mettere in sicurezza le donne in gravidanza, ma hanno rifiutato». Quella del governo italiano sull'immigrazione, ha detto ancora Toninelli, «è una strategia molteplice, in Italia il business dell'immigrazione non è più tale. Sembrava tutto normale, oggi si sa che le cose possono cambiare. Basta a chi diceva che con l'immigrazione si guadagna più che con la droga». La Spagna «ha risposto positivamente», adesso l'Italia aspetta «un segnale dalla Francia e più in generale da tutta l'Unione europea».

TIMMERMANS: «IMMIGRAZIONE PROBLEMA COMUNE». Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. Il quale ha detto che in Italia «molti pensano di essere stati abbandonati sul problema dell'immigrazione. È vero che per molto tempo l'Italia è stata lasciata da sola, ma faccio fatica a spiegarlo. Quando vado in Germania o in Svezia e vedo il numero di profughi e rifugiati, la cifra è altissima e comporta anche un problema di integrazione. Quindi, finché continueremo a rifiutare l'idea che abbiamo un problema collettivo che necessita soluzioni collettive, falliremo tutti assieme».

AVRAMOPOULOS: «RESPONSABILITÀ DA CONDIVIDERE». Concetto ribadito dal Commissario europeo per l'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos: «La responsabilità non è solo italiana, maltese o spagnola. È una responsabilità europea e richiede una risposta europea. L'incidente dell'Aquarius dimostra che il nostro lavoro non è finito e non lo sarà presto. Dobbiamo essere preparati. Non possiamo permettere che si ripeta un nuovo 2015, abbiamo bisogno di un approccio comune strutturato, con solidarietà e responsabilità condivise. Non seguiremo la strada di chi ha detto che il comportamento dell'Italia è illegale, sto ancora aspettando di vedere come evolve la situazione».

BRUXELLES PROPONE UN BUDGET DI 34,9 MILIARDI. Bruxelles, ha detto ancora Avramopoulos, propone di allocare 34,9 miliardi di euro nel prossimo budget 2021-2027 per rafforzare le frontiere esterne e gestire i flussi migratori. Il commissario ha precisato che si tratta del triplo di quanto previsto dall'attuale budget di 13 miliardi. Dei 34,9 miliardi, in particolare, 21,3 andrebbero al rafforzamento delle frontiere esterne e alle agenzie Ue, con 10 mila nuovi agenti per Frontex; mentre 10,4 sarebbero destinati alla gestione dei migranti, col 40% della cifra per i rimpatri.

MERKEL: «DA UE SERVE RISPOSTA UNITARIA». «Sull'immigrazione illegale dobbiamo rispondere in modo unitario. Questo tema ha il potenziale di danneggiare l'Europa», ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, a margine di un incontro con Sebastian Kurz. Per il premier tedesco è importante contrastare «l'immigrazione illegale e proteggere le frontiere esterne». Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha spiegato che «dobbiamo decidere noi chi arriva in Europa e non gli scafisti». Alla domanda se sostenga la politica dei respingimenti proposta del ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer, che ha provocato uno strappo con la cancelliera Angela Merkel, Kurz ha risposto di non «volersi intromettere» negli affari interni della Germania.

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