Bagnasco: «La crisi politica non rallenti le opere per Genova»

L'arcivescovo del capoluogo ligure ha ammonito i politici: «Sarebbe una sconfitta». E l'Osservatore Romano raccoglie le promesse mancate del governo.

12 Agosto 2019 14.51
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Se la crisi politica dovesse rallentare la costruzione del ponte di Genova e le altre grandi opere previste per Genova sarebbe «una sconfitta grave per l’intero Paese agli occhi nostri e del mondo», ha detto l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco in una intervista al Tgr. «Io voglio pensare ed essere sicuro che questo non sarà possibile» ha aggiunto il cardinale Bagnasco.

«VORREMMO CHE I PARENTI NON SI SENTISSERO SOLI»

«Vorremmo che i parenti delle vittime non si sentissero soli», ha detto l’arcivescovo di Genova, in vista della cerimonia in ricordo della tragedia del Ponte Morandi in programma mercoledì. «Come in quei momenti tragici li abbiamo in tutti i modi possibili abbracciati», ha detto Bagnasco al Tgr Liguria, «penso ai miei sacerdoti che sono stati tutta la notte a vegliare i defunti, al funerale che è stato composto, raccolto nonostante la grande folla e la grandissima emozione di tutti, vorrei che adesso non si sentissero soli. Genova non vuole che si sentano soli. Tutto quello che è possibile fare ancora vorremmo che si realizzasse intorno a loro».

L’OSSERVATORE ROMANO METTE IN FILA LE PROMESSE MANCATE

Parallelamente alle parole di Bagnasco l’Osservatore Romano ha messo in fila le «tante promesse restano mancate». Il quotidiano della Santa Sede ha sottolineato che «a un mese dal crollo il ministro dei trasporti Danilo Toninelli annunciava la nascita di una task force mai vista fino a oggi per monitorare le infrastrutture nazionali e verificarne lo stato di salute». «Sulla carta, il nuovo pool sarebbe stato operativo già a dicembre dello scorso anno, ma non è stato così», ha sottolineato il quotidiano vaticano. «Non è andata meglio neanche per la creazione della banca dati» utile all’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali. «Non si placano le polemiche sulle cause e le responsabilità che per la magistratura si traducono in una montagna di documenti», ha scritto ancora l’organo stampa del Vaticano ricordando l’anniversario.

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