Arcuri: «In Lombardia 5 volte i morti civili della guerra»

Redazione
18/04/2020

Il commissario all'emergenza: «Il 60% delle imprese italiane continua a lavorare. La Fase 2? Noi siamo pronti».

Arcuri: «In Lombardia 5 volte i morti civili della guerra»

Il coronavirus in Lombardia ha fatto cinque volte i morti civili della Seconda guerra mondiale. A dirlo è stato il commissario all’emergenza Domenico Arcuri: «Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell’emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l’abbiamo ancora sconfitta».

ARCURI: «IL 60% DELLE IMPRESE STA LAVORANDO»

Arcuri ha poi aggiunto: «Il 60% delle imprese italiane continua a lavorare e hanno una dotazione di mascherine che si sono giustamente procurate da sole. Probabilmente il 40% residuo quando riprenderà a operare si procurerà le mascherine. Distribuiamo mascherine al sistema pubblico, sanitario e parasanitario, a titolo gratuito. Le mascherine hanno un costo. Se ci chiederanno nella fase due di distribuirla anche alle imprese lo faremo, ne abbiamo una dotazione sufficiente».

Fase 2? Noi siamo pronti per dotare il territorio italiano dei dispositivi che servono anche oggi

Il commissario ha quindi affrontato il tema della Fase 2: «Noi siamo pronti per dotare il territorio italiano dei dispositivi che servono anche oggi. Ciò non significa che vada fatto oggi. Sulla dotazione di tamponi ci siamo riusciti, sui test sierologici e la app per il contact tracing lo saremo presto secondo le modalità descritte. Il fabbisogno quotidiano di dispositivi di protezione individuale (dpi) si incrementerà di molto, siamo certi di avere una dotazione sufficiente a soddisfarlo. Una precisazione sul numero (quante mascherine al giorno per la fase due, ndr) non sono i condizioni di fornirla, me lo dirà il governo, io devo essere pronto a soddisfare il fabbisogno».