Argentina, in migliaia in piazza a Buenos Aires contro Milei

Redazione
21/12/2023

I cittadini si sono riversati in Plaza de Mayo, davanti alla sede del governo, poco dopo l'annuncio del nuovo presidente di un maxi-decreto per la deregulation del mercato e la privatizzazione di tutte le aziende statali.

Argentina, in migliaia in piazza a Buenos Aires contro Milei

Mercoledì 20 dicembre migliaia di persone si sono riversate nelle strade delle principali città dell’Argentina per protestare contro il mega-decreto per la deregulation dell’economia e la privatizzazione di tutte le aziende statali annunciato dal nuovo presidente argentino, Javier Milei. Nella capitale Buenos Aires la protesta, iniziata pochi minuti dopo l’annuncio, è sfociata in una grande manifestazione spontanea che si è diretta fino a Plaza de Mayo, che si trova davanti alla Casa Rosada, la sede del governo.

Il decreto di Milei prevede oltre 300 disposizioni e deroghe a leggi che regolano il mercato

Milei è stato eletto in un momento in cui l’Argentina continua ad attraversare una crisi economica gravissima, con un’inflazione al 147 per cento e una povertà dilagante. È in questo contesto che il presidente ultraliberista Milei ha annunciato, tra le altre misure di deregulation e privatizzazione, un ingente taglio della spesa pubblica e una svalutazione della moneta argentina del 50 per cento rispetto al dollaro. Nel discorso che ha scatenato le proteste degli argentini, Milei ha annunciato un decreto con oltre 300 disposizioni e deroghe a leggi che regolano il mercato, come quelle che impediscono la vendita di grandi aree a stranieri, la privatizzazione delle aziende statali come la compagnia di bandiera Aerolineas Argentinas, o che pongono limiti alle esportazioni e alle estrazione minerarie. Verrano inoltre ridotte le tutele per le persone e le attività in affitto.

Il governo ha minacciato i manifestanti del rischio di perdere i sussidi statali in caso di protesta

La protesta è stata guidata da gruppi che fanno perlopiù parte delle fasce economicamente più svantaggiate della società argentina, e si sono svolte in maniera relativamente pacifica. Il governo aveva detto che avrebbe consentito le proteste minacciando però che chiunque avesse partecipato avrebbe rischiato di perdere il proprio diritto di ricevere i sussidi statali. La ministra della Sicurezza, Patricia Bullrich, ha inoltre annunciato nuove regole che estenderanno i poteri della polizia per mantenere l’ordine pubblico.

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