Arrestato uno dei boia di Srebrenica

Redazione
18/01/2011

Si accorcia la strada che divide Belgrado a Bruxelles. L’Unione europea era stata chiara a fine ottobre scorso quando ha...

Arrestato uno dei boia di Srebrenica

Si accorcia la strada che divide Belgrado a Bruxelles. L’Unione europea era stata chiara a fine ottobre scorso quando ha sbloccato la domanda di ingresso delle Serbia: o arresti i responsabili del massacro di Srebrenica o non se ne fa niente.
A Tel Aviv il 18 gennaio è stato arrestato Aleksandar Cvetković uno dei presunti collaboratori di Ratko Mladic il generale delle milizie serbo-bosniache che durante la sanguinosa dissoluzione dell’ex Jugoslavia ordinò l’esecuzione di oltre 7 mila musulmani nella città di Srebrenica  (Bosnia Erzegovia, 1995).
CITTADINANZA ISRAELIANA. L’uomo di 43 anni vive in Israele dal 2006, da quando cioè, dopo aver sposato una donna ebrea coperta in quanto tale dai diritti della cosiddetta ‘Legge di Ritorno’, è riuscito ad ottenere la cittadinanza di Tel Aviv. Cvetković faceva parte della squadra della morte, gli otto soldati del generale Mladic che materialmente eseguirono le esecuzioni. Secondo la Procura molti testimoni potrebbero testimoniare il suo collegamento diretto a massacro.
GERUSALEMME FAVOREVOLE ALL’ESTRADIZIONE. Cvetkovic è ricercato dalle autorità di Sarajevo con l’accusa di genocidio in merito alla sua partecipazione alla strage di Srebrenica. Sulla sua testa pende una richiesta di estradizione trasmessa dalle autorità bosniache a quelle israeliane già nell’estate scorsa, dopo l’individuazione dell’uomo in pianta stabile nello Stato ebraico che però non era stato ancora individuato dagli investicgatori.
Ora sarà la corte distrettuale di Gerusalemme a decidere sulla sua sorte, anche se l’esito sembra scontato. La procura di Stato israeliana dopo aver sottoposto il caso al ministro della Giustizia Yaakov Neeman, aveva già espresso parere favorevole all’estradizione. Secondo la procura di Stato, Cvetković non potrebbe del resto neppure scontare legalmente l’eventuale pena (rischia l’ergastolo) in Israele poiché non era ancora cittadino israeliano al momento dei fatti contestati.
Un l’uomo chiave anche per le autorità di Belgrado che potrebbero risalire al nascondiglio di Mladić e il politico serbo di origini croate Goran Hadžić, responsabile dell’orrore di Vukovar, entrambi già condannati dal Tribunale penale internazionale.