Le reazioni della politica dopo l’arresto di Paolo Arata

Il fermo dell'ex consigliere della Lega ha fatto esplodere le polemiche. Di Battista: «Il M5s continui a denunciare il malaffare». Buffagni: «Su Siri avevamo ragione».

12 Giugno 2019 12.33
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Raffica di polemiche dopo l’arresto di Paolo Arata, l’ex consigliere della Lega in materia di energia, fermato insieme al figlio per corruzione. La maggior parte arrivano dall’opposizione, ma c’è anche chi alza la voce nel M5s, primo fra tutti Alessandri Di Battista.

DI BATTISTA: «M5S CONTINUAI A DENUNCIARE»

«Il governo vada avanti perché c’è un contratto da rispettare con ottime proposte ancora da realizzare. Allo stesso tempo il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti», ha scritto su Facebook ricordando che «anche uno dei suoi figli è finito in carcere, l’altro ha ottenuto un contratto a Palazzo Chigi grazie a Giorgetti».

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Publiée par Alessandro Di Battista sur Mercredi 12 juin 2019

«L’Italia ha, oggi», ha scritto ancora Di Battista, «una fantastica legge anti-corruzione e il merito è tutto del Movimento 5 Stelle. Lo ripeto, il Movimento deve continuare a denunciare. Tutti quanti, sia chiaro. Dal Pd con le sue schifezze nella sanità umbra e con Lotti che prova a scegliersi il procuratore generale della procura dove è imputato, fino alla Lega, un partito che non sta rubando a Forza Italia solo voti. Purtroppo gli sta rubando uomini e dinamiche. Arata, d’altro canto, prima di diventare (secondi i giudici) ‘socio occulto di Vito Nicastri, a sua volta legato al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro’ e prima di partecipare a convention leghiste sull’energia è stato deputato proprio di Forza Italia. D’altronde il berlusconismo proverà a sopravvivere allo stesso Berlusconi. Come? Diventando il tratto distintivo di altre forze politiche».

M5S: «SU SIRI AVEVAMO RAGIONE»

«Non siamo noi a dover giudicare, ma la magistratura, anche se gli arresti di oggi dimostrano che su Siri avevamo ragione e che il governo si è mosso nella giusta direzione. Da corruzione e mafia è fondamentale prendere sempre le distanze», ha rincarato la dose il sottosegretario grillino Stefano Buffagni. Su Twitter Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ha rincarato la dose: «Corruzione e mafia vanno combattute con durezza. Ora in Regione Sicilia chi aveva dato concessioni per i due parchi eolici in questione con grande leggerezza dovrà fornire risposte».

MUSUMECI: «IN REGIONE HA TROVATO DEI “NO”»

Dalla Sicilia è arrivato anche il commento del governatore Nello Musumeci: «Arata veniva in Regione per trovare complici e si trovava di fronte a fermi e inesorabili no. Voleva un impianto privato, noi invece abbiamo finanziato un impianto pubblico». «Se dirigenti e funzionari saranno ritenuti responsabili devono marcire in galera, io butterei la chiave», ha aggiunto Musumeci. Nell’indagine è coinvolto anche il dirigente della commissione per il rilascio delle valutazioni d’impatto ambientale (Via), Alberto Fonte, indagato per abuso d’ufficio. «Tra qualche settimana quella commissione non ci sarà più», ha detto il governatore, «Ho chiesto all’assessore Cordaro di nominarne una nuova nell’ambito di un processo di rotazione necessario. La rotazione avviene perché c’è la scadenza. Se avessimo avuto segnali corruttivi li avremmo mandati alla Procura».

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