Arriva il film su Facebook

Redazione
22/09/2010

di Giuliano Di Caro Non si sa come, ma l’hanno fatto ancora. Dopo aver messo online con due settimane di...

Arriva il film su Facebook

di Giuliano Di Caro

Non si sa come, ma l’hanno fatto ancora. Dopo aver messo online con due settimane di anticipo l’attesissimo finale di “Lost”, scatenando una dose di sconcerto internazionale, gli incursori italiani del sito Macchianera hanno allungato le mani anche sulla sceneggiatura di “The Social Network”, atteso film di David Fincher sulla nascita di Facebook, che sarà presentato a fine settembre al New York Film Festival e uscirà il primo ottobre negli Stati Uniti.
«Ne pubblichiamo soltanto dieci pagine perché non è nostra intenzione rovinare al pubblico il film e smontare il lavoro di regista, sceneggiatore e produttore», spiegano sul loro home page. E consigliano caldamente ai lettori di andarsi a gustare lo spettacolo direttamente nelle sale. «Le dieci pagine pubblicate sono per gli appassionati che non vogliono aspettare e sono impazienti di conoscere la prima scena», chiosano.
Negli Stati Uniti, già si parla di “film del decennio” e di probabile candidatura all’Oscar. Del resto, la commistione di genialità e casualità, pacche sulle spalle e pugnalate alla schiena, simboleggia alla perfezione vizi e virtù del decennio appena concluso: quello del boom dei colossi del web e del trionfo commerciale di singoli visionari individui, geniali ma megalomani, in perfetto stile american dream.

Tutto ha inizio nella suite H33

Il film di Fincher che, tra gli altri, ha firmato pellicole di successo come “Seven” e “Il curioso caso di Benjamin Button”, si ispira a “The Accidental Billionaires”, il libro dello scrittore americano Ben Mezrich dedicato alla genesi di Facebook e alla storia del suo controverso ideatore, il ventiseienne Mark Zuckerberg, oggi baby miliardario a capo di un colosso valutato 33 miliardi di dollari che conta 500 milioni di utenti attivi.
Secondo le indiscrezioni, il film sarebbe un affresco, ben documentato, del progressivo deteriorarsi dei rapporti d’ amicizia e di affari tra Zuckerberg e i soci della prima ora, tra ipotetici furti di proprietà intellettuale e cause in tribunale.
Tutto ha inizio nella “Suite H33”, dormitorio dell’Università di Harvard. Tra i quattro coinquilini, animati da uno spirito così egualitario da smontare i letti a castello della loro stanza per evitare discussioni sull’assegnazione dei posti, c’era anche Zuckerberg che, nel febbraio del 2004, lanciò una piattaforma web per rimanere in contatto con gli altri studenti dopo la laurea. Il diciannovenne Mark non poteva immaginare dove sarebbe arrivata l’idea.
La trama del film si sviluppa intorno a un paradosso: il social network, che tiene unite milioni di persone in giro per il mondo, è la causa di insanabili rotture proprio nel gruppo di amici/fondaori del sito. Per esempio Eduardo Saverin, uno dei compagni di studi di Zuckerberg, aveva investito mille dollari nel progetto pilota e, solo dopo cause, minacce di libri-verità e accordi privati, oggi possiede il 5% del colosso. Le ragioni dei gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, anche loro studenti di Harvard, sono state accolte da un tribunale e hanno fruttato un assegno da 65 milioni di dollari.
C’è chi dice che quello dell’anteprima del film in Usa sia stato un giorno amaro per il capo di Facebook. Zuckerberg viene infatti descritto come un genietto, certo, ma anche come un megalomane avido di potere e più interessato a flirtare con le ragazze in rete che al nobile fine di connettere il globo con le nuove tecnologie.

«Ho creato Facebook per rendere il mondo un posto più trasparente, non per corteggiare donne online come insinuano alcuni» replica in conferenza stampa l’enfant prodige.
Il volto del giovane Zuckerberg sarà quello di Jesse Eisenberg. Tra gli interpreti, anche la popstar Justin Timberlake nei panni di Sean Parker, presidente di Facebook a soli 24 anni. A lui è affidata una battutaccia già memorabile: «Un milione di dollari non è affatto cool. Sai cosa lo è per davvero? Un miliardo di dollari».