Caso Artem Uss, identificato il commando che ha aiutato l’imprenditore russo a fuggire dall’Italia

Redazione
05/12/2023

Il figlio dell'oligarca Alexander Uss è scappato dai domiciliari nel marzo 2023. Inoltrati i mandati di cattura internazionali per cinque persone. Dagli Usa anche una taglia di 7 milioni a chi darà informazioni utili.

Caso Artem Uss, identificato il commando che ha aiutato l’imprenditore russo a fuggire dall’Italia

A quasi nove mesi dalla fuga dai domiciliari a Milano di Artem Uss, il commando che ha aiutato a scappare il figlio dell’oligarca siberiano Alexander è stato identificato. Il gip Anna Magelli ha firmato sei ordinanze di custodia cautelare, una per lo stesso imprenditore russo e le altre cinque per Vladimir e Boris Jovancic, per Matej Janezic, per Srdjan Loli e per Nebojsa Ilic. Sono loro ad aver permesso al 41enne Uss di fuggire dagli arresti domiciliari, a cui era stato costretto dopo l’accusa di spionaggio e contrabbando arrivata dagli Stati Uniti. L’imprenditore è scappato dalla cascina di Basiglio il 22 marzo 202.

I mandati d’arresto inoltrati in Serbia, Slovenia e Russia

Le ordinanze con i relativi mandati d’arresto sono state inoltrate in diversi Paesi, cioè in Serbia, Slovenia e Russia attraverso EuroJust. Le indagini hanno rivelato che i cinque hanno liberato Uss e sono fuggiti all’estero con quattro diverse auto, proprio nel giorno in cui era stato dato il via libera per l’estradizione dell’imprenditore. Il Washington Post ha rivelato che uno dei membri del commando è stato arrestato in Croazia. Si tratta di Vladimir Jovancic, 52enne di origini bosniache e padre del 25enne Boris. Il dipartimento di Stato degli Usa ha promesso una sorta di taglia dal valore fino a 7 milioni di dollari per chi fornirà informazioni utili all’arresto di Artem Uss.

La ricostruzione del blitz 

Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Milano, tra il 16 febbraio e il 12 marzo è stato proprio Jovancic a effettuare cinque sopralluoghi nell’area intorno alla cascina di Basiglio, dov’era ai domiciliari Artem Uss. La missione è scattata il 22 dello stesso mese, dopo un prazo in una trattoria di Lacchiarella. L’imprenditore è stato liberato della cavigliera elettronica, manomessa con un jammer, e il commando è fuggito verso l’autostrada A4. Le quattro auto, una Fiat Bravo, due Volvo V60 ed S80, e un’Audi A8, si sono divise a Desenzano del Garda. Poi la scomparsa dai radar fino all’annuncio dell’arrivo in Russia del figlio dell’oligarca Alexander Uss, il 4 aprile.