Articolo 1 pensi meno a Pisapia e più ai problemi della povera gente

Peppino Caldarola
24/08/2017

Invece di perdersi in tatticismi politici, si concentri sull’autunno dei senza lavoro e a  come guidare in forme non plebee chi vuole lottare.

Articolo 1 pensi meno a Pisapia e più ai problemi della povera gente

Vorrei dare qualche consiglio, rigorosamente non richiesto e suppongo sgradito, ai dirigenti dei Articolo 1 che sono stati zitti per tutte queste settimane mentre il mondo, tra terrorismo e migranti, si incendiava. Bon. È andata così, la vacanza è vacanza. Ora si riprende e suppongo che i leader e le loro “teste d’uovo” si staranno interrogando sul da farsi. Sconsiglierei di mettere al primo posto il rapporto con Pisapia e la questione degli abbracci fra lui e i ministri Pd. Con l’abbandono di Gad Lerner, il dossier Pd nel movimento del leader riluttante non prevede il fare cose insieme. Lerner ha rivolto ai dem l’accusa più atroce sull’unica questione che sembrava il fiore all’occhiello di Renzi, cioè la politica sui diritti civili.

BASTA NUOVI PARTITI. “Don Liborio” Minniti ha chiuso l’argomento incarnando il prototipo della sinistra che piace alla destra e, malgrado l’impegnativa difesa che fa oggi di lui, Paolo Mieli (che non si perde la difesa di un solo governo) deve ancora dirci qualcosa sul se e quanto ha pagato l’Italia perché le milizie di mercenari e i capitribù si attivassero per ricacciare indietro, in lager inumani, le migliaia di persone che le Ong, sfrattate anche esse, si preparavano a salvare. Niente politicismi, questo è il consiglio finale. Tanto meno annunci di nuovi partiti. Ne abbiamo le “balle” piene. Mi soffermerei, rimandando il tema del nuovo soggetto politico a stagione inoltrata, nel cercare di ribaltare lo spirito pubblico.

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Qui c’è un’Italia che è stata convinta che il problema siano i migranti, gli islamici con cui conviviamo, qualche rom. Nessuno racconta come sarà l’autunno dei senza lavoro, di chi il lavoro lo ha perso, di chi lo può perdere. Nessuno racconta dove sono e che cosa fanno quelle migliaia di italiani che si sono arricchiti ingiustamente (quelli che l’hanno fatto rispettando le regole sono fratelli nostri) , e nessuno dà più importanza a casi come quelli della signora Santanchè, che ha messo sul lastrico giornalisti e impiegati e deve soldi a più di una banca.

SI VA VERSO UN AUTUNNO DI LOTTE SOCIALI. Gli “arrabbiati” del popolo andrebbero ricondotti a osservare un po’ meno i vitalizi e chi ha una pelle e un dio diversi, ma sempre di più quelli che in cima alla piramide sociale se la godono. Sarà retrò, ma il mondo va così. Non è per nostalgia che vogliamo ricordare a una forza politica di sinistra che l’autunno si inaugura con un carnet di lotte sociali e di rivendicazioni della stessa natura. A cominciare dalla legge finanziaria. Si corre il rischio di far cadere Gentiloni? Ce ne faremo una ragione. Siamo l’unico Paese europeo che pensa di avere un governo e invece non ce l’ha.

Nessuno racconta dove sono e che cosa fanno quelle migliaia di italiani che si sono arricchiti ingiustamente

In secondo luogo affinerei, se fossi all’orecchio dei dirigenti di Articolo1, l’attenzione alle battaglie di tipo culturale di massa. Con questa impostazione: se una cosa non sta bene alla destra, prendiamo per termine di riferimento gli editoriali di Feltri e Belpietro, sta bene a noi. Poi organizzerei un bel convengo sul Libro nero degli stravolgimenti storici di questi ultimi venti anni. C’è stata una Casamicciola culturale di cui nessuno ha rimosso le macerie, con il risultato che molti militanti sono ormai guidati solo da una sacrosanta nostalgia che mette assieme idee e sentimenti d’avvenire con pagine del passato da criticare.

SERVE TORNARE NEI QUARTIERI. Metterei poi – è l’ultimo consiglio – in campo una nuova forma di organizzazione che coaguli tutto il “buonismo” che c’è. Rivendichiamolo: noi siamo buonisti della peggior specie e non si deve fare una sede di Articolo 1 solo per decidere chi sarà il prossimo deputato (anche per la banale circostanza che se i voti saranno pochi, pochi saranno gli eletti) ma come aiutare nel quartiere chi sta male, come ascoltare chi ha cose da dire, come guidare in forme non plebee chi vuole lottare. Poi, se vi scappa il tempo, parliamo di Pisapia, al quale sommessamente vorrei ricordare che un leader non sparisce dalla scena politica mentre è in atto una guerra politica e culturale come quella che si è combattuta questa estate.