Aspettando la protesta

Redazione
21/12/2010

di Denise Faticante La parola d’ordine è imprevedibilità e creatività. Mentre Roma trema in vista della manifestazione degli studenti che...

di Denise Faticante

La parola d’ordine è imprevedibilità e creatività. Mentre Roma trema in vista della manifestazione degli studenti che scenderanno in piazza contro il ddl Gelmini, ancora nessuno conosce davvero il piano dei contestatori. Dove andranno? Cercheranno di sfondare alcuni varchi della zona rossa? Percorreranno altre strade?
UNIVERSITÀ IN FERMENTO. Quello che è certo è che in queste ore alla Sapienza si respira un’aria tranquilla ma risoluta. Assemblee permanenti e sit-in hanno scandito quest’ultima settimana. Dibattiti sugli scontri del 14 dicembre, discussioni sulle future proteste, prese di posizione contro quei politici, come Maurizio Gasparri (vai all’articolo), che con le loro frasi gettano solo benzina sul fuoco. Intanto questura e prefettura sono al lavoro per mettere a punto il “sistema difensivo” dei palazzi del potere.

Gli obiettivi degli studenti: protesta ferma, ma non violenta

Finora nessuna richiesta di autorizzazione a scendere in piazza è giunta è giunta alla questura di Roma, nonostante il capo della polizia Francesco Tagliente abbia anche teso una mano agli studenti cercando di trovare degli interlocutori per mettere a punto una strategia comune ed evitare il dramma della settimana scorsa.
Ma gli studenti della Sapienza hanno annunciato, dopo un summit concitato, che non violeranno la zona rossa ma che porteranno la protesta lungo le strade di Roma e anche al Quirinale per sollecitare il capo dello Stato a non firmare la riforma dell’università.
DUE CORTEI E INIZIATIVE “CREATIVE”. Saranno due i cortei che sfileranno in città. Uno partirà da piazzale Aldo Moro e vedrà la partecipazione degli universitari mentre gli studenti medi si sono dati appuntamento a piazzale Ostiense. «La nostra intenzione», spiega Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Udu, «è di cercare di sorprendere tutti con “iniziative creative”. Sarà il nostro modo di rispondere al clima di tensione che vogliono creare i vari Gasparri o Maroni con gli arresti preventivi, i daspo o le accuse di essere potenziali assassini». Un modo, evidenzia Paterna, per isolare la mobilitazione studentesca dalla società civile. «Noi rispondiamo in maniera forte ma assolutamente non violenta riportando il clima a quelle che sono state tutte le manifestazioni degli studenti negli ultimi mesi. Non solo a Roma ma anche in altre città italiane, dove diverse mobilitazioni sono già in corso come, per esempio, il funerale dell’università a Perugia». Gli studenti parlano di «sorprendere la politica» e di circondare altri palazzi del potere. Ma tutto per ora rimane un’incognita.

La reazione della polizia: nuclei flessibili e zona rossa

Nessuno si farà trovare impreparato. Ed è così che, per questa manifestazione, la Questura ha deciso di mettere a punti i nuclei flessibili. Si tratta di unità della Mobile coadiuvate da agenti dei commissariati di zona. Quest’ultimi verranno messi in campo grazie alla loro conoscenza del territorio ed avranno il compito di gestire o disperdere quei gruppi che usciranno fuori dal corteo e prenderanno strade secondarie. Sarà potenziato il numero delle forze dell’ordine. Si parla di duemila agenti, ma le cifre oscillano col passare delle ore. La zona rossa, per ora, rimane quella della settimana scorsa. Ma non si esclude che col passare delle ore, anche sotto la pressione del sindaco Gianni Alemanno, il cordone sanitario intorno al centro storico si allarghi fino a comprendere il Quirinale e parte di piazza Venezia.
MASSIMA SEVERITÀ COI VIOLENTI. Intanto la Questura mette a punto la strategia del doppio binario: tolleranza con i manifestanti pacifici e massima severità con chi compie atti illeciti. E questo significa innanzitutto una cosa: gli agenti non tollereranno il lancio di oggetti (siano essi bottiglie molotov o ortaggi) contro i cellulari, come invece era avvenuto il 14 nell’illusione che così la frangia più violente si “sfogasse”. Intanto, solo per far assaggiare che aria tira, 60 persone sono state identificate e denunciate dalla Digosper manifestazione non preavvisata per i disordini avvenuti a Roma il 14 dicembre scorso. Altre otto persone sono state identificate in quanto responsabili del lancio di oggetti contro i contingenti e i veicoli delle Forze dell’Ordine impiegate nei servizi di ordine pubblico.

Cortei in tutta Italia: Torino, Genova, Milano, Bologna

Ma il resto d’Italia non sta a guardare. A Torino, Palazzo Campana, storica sede delle facoltà scientifiche della città, è stato nuovamente occupato da centinaia di studenti di Matematica. A Genova si terranno dibattiti nei diversi poli e un corteo funebre per l’università pubblica. A Milano è prevista un’intera giornata di assemblee in vista del 22, quando ci sarà un presidio di fronte alla sede della Statale, da cui muoveranno i cortei. E ancora: a Bologna, assemblea pubblica di universitari e studenti medi.

Le dichiarazioni di Gasparri: «Mai parlato di arresti preventivi»

Intanto, dopo aver creato un mare di polemiche (vai all’articolo), Gasparri fa marcia indietro.«Non ho mai detto di arrestare preventivamente tutti quelli che vogliono manifestare». Il presidente dei senatori del Pdl ha spiegato: «Io ho parlato di una vasta e decisa azione preventiva che vuol dire un’indagine, un’inchiesta per accertare se ci sono ambienti, organizzazioni, situazioni nelle quali si organizzino manifestazioni violente. Una vasta azione preventiva vuol dire riconoscere dai filmati, come sta accadendo, chi ha commesso atti violenti». Gasparri ha poi concluso: «Cerchiamo di capire se ci sono ambienti e organizzazioni che in maniera premeditata vanno in piazza pensando di comportarsi in modo violento, ha concluso Gasparri.