Aspirante Regina

Redazione
12/10/2010

di Salvatore Cannavò  Nell’era del bipolarismo spinto, una figura chiamata “La trinità” potrebbe rappresentare una svolta. Aurelio Regina, classe 1963, ...

Aspirante Regina

di Salvatore Cannavò

 Nell’era del bipolarismo spinto, una figura chiamata “La trinità” potrebbe rappresentare una svolta. Aurelio Regina, classe 1963,  presidente degli industriali romani, membro del consiglio di amministrazione del Sole 24 Ore, uomo in ascesa in Confindustria, tanto che di lui si parla come uno dei possibili successori di Emma Marcegaglia, potrebbe effettivamente rappresentare un giro di boa.
Gran diplomatico: cerca accordi, sinergie, reti. Destra e sinistra per lui non fanno differenza. Al Campidoglio si è trovato Gianni Alemanno e lavora con il sindaco della destra, ma non si è tirato indietro quando si è dovuta sponsorizzare la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, ben felice che della partita fossero anche Veltroni e Rutelli.
Qualcuno lo ha visto recentemente in una puntata della trasmissione Rai Ballarò, in cui riusciva a rappresentare con pacatezza e convinzione, le ragioni più tradizionali degli imprenditori: riduzione di costi, burocrazia, tasse, efficienza, funzionalità del sistema politico. E sono stati in molti a vedere in quella presenza una nuova avance verso posizioni di visibilità e di rilievo nazionale.
Di pari passo con Luca Cordero di Montezemolo, di cui condivide le frequentazioni confindustriali e con il quale è socio nella Manifatture tabacchi toscano.
Il profilo ufficiale gli è stato brillantemente cucito addosso in occasione dell’assegnazione del premio Rotary Club: «Per il concreto impegno dimostrato nel sostegno alle numerose iniziative ed ai progetti di lungo respiro, al fine di dotare Roma di quelle moderne infrastrutture e servizi che consentiranno alla città di svolgere con maggiore efficacia il proprio ruolo nazionale ed internazionale».

Gli amici americani, il tennis e gli studi

Per la gerontocrazia italiana, Regina è relativamente giovane e il suo curriculum desta attenzione. La sua carriera, infatti, non è quella del classico imprenditore.
È stato assistente alla cattedra di Metodi per la risoluzione dei conflitti internazionali, assistente alla cattedra di Strategia globale presso la scuola di guerra dell’esercito e, nel 1986, presso il palazzo di vetro dell’Onu a New York, ha ricoperto la carica di assistente del vice segretario generale per le tematiche del Medio Oriente.
Ha studiato con Giuliano Amato (con il quale condivide il tennis a Orbetello), occupa una poltrona nel board dell’Aspen Institute Italia, dove il padrone di casa è il ministro Giulio Tremonti. Con gli States ha rapporti molto buoni, essendo consigliere direttivo dell’Us council for Italy and Use della Camera di commercio americana in Italia.
La carriera manageriale l’ha iniziata alla Procter&Gamble passando per Philip Morris, Egon Zehnder International, società di executive search, dove era partner per diventare consigliere delegato di British American Tobacco Italia prima e consigliere di amministrazione di Sviluppo Italia, poi.

Le persone giuste al posto giusto

A Roma ha cercato di spezzare quel cordone ombelicale che legava un gruppo di potenti costruttori all’amministrazione capitolina, che ha fatto la fortuna e poi la disfatta del Partito democratico.
Con Alemanno, il progetto di lavoro è quello delle infrastrutture, delle reti, di una economia capace di valorizzare al meglio diverse competenze cittadine a partire dal ruolo centrale delle utilities: Acea, Ama, Metro, telecomunicazioni che Regina vorrebbe portare dentro l’Unione degli industriali (benché si tratti ancora di società a partecipazione pubblica).
Anche perché, se vuole competere con la più grande associazione territoriale di Confindustria, l’Assolombarda di Alberto Meomartini – altro uomo forte dell’associazione -, deve fare iscritti e crescere.
Una mano gliel’ha data il suo predecessore, Luigi Abete, che ha portato nella Uir le grandi banche e un pezzo significativo del sistema sanitario laziale.
Con le utilities ci sono progetti di privatizzazioni, investimenti nel cablaggio dell’area romana e soprattutto una concezione “reticolare” dell’economia cittadina, in cui contano le persone giuste al posto giusto, capacità in cui Regina è particolarmente stimato.
Ne è un esempio il sistema di vertice che ha costruito nell’Unione industriali di Roma: Alessandro Caltagirone, del gruppo omonimo, per l’internazionalizzazione; Flavio Cattaneo di Terna per le politiche energetiche; Giampaolo Letta, figlio di Gianni e cugino di Enrico, con delega a Roma città Multimediale; l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti alla mobilità; Stefano Pileri, uomo forte Telecom, con delega alla città digitale; l’ammionistratore delegato di Alitalia Rocco Sabelli a presidiare le olimpiadi 2020.

Una rete da far fruttare per la succesione a Emma

Di questa squadra così ampia e “scalpitante” potrebbero fare parte, in forma molto mediata ovviamente, lo stesso Gianni Letta su cui è fortissimo il pressing perché assuma la presidenza del Comitato Roma 2020 (e bisognerà vedere che impatto avranno le recenti rivelazioni a proposito dei favori richiesti da Denis Verdini per la ricostruzione all’Aquila), così come Luca Cordero di Montezemolo, che ha sempre un occhio sulle vicende romane sia a proposito della Formula 1 sia per le Olimpiadi (tanto che si legge l’indiscrezione su una sua candidatura a sindaco alle prossime elezioni).
Della successione a Marcegaglia si parlerà fra due anni, ma i giochi ovviamente si fanno prima. Regina sta cercando di utilizzare al meglio il suo ruolo all’interno del consiglio di amministrazione del Sole24Ore nel quale è riuscito a imporre un supplemento laziale di cui è il punto di riferimento.
Le vicende sul caso Marcegaglia-Il Giornale, le inquietudini che comunque permeano la direzione di Gianni Riotta, potrebbero far venire fuori un parziale assestamento in seno a Confindustria proprio a partire dalle vicende legate all’assetto del primo quotidiano economico italiano. E lì si vedrà di che stoffa è fatta quella rete alla quale la “trinità” romana lavora a tempo pieno.