Assad dichiara guerra al «complotto straniero»

Redazione
26/08/2012

Bashar al Assad esce allo scoperto. E questa volta lancia l’attacco contro chi ha ordito il «complotto» messo in atto contro la...

Assad dichiara guerra al «complotto straniero»

Bashar al Assad esce allo scoperto. E questa volta lancia l’attacco contro chi ha ordito il «complotto» messo in atto contro la Siria.
Il giorno dopo il massacro di Daraya, costato la vita a 400 persone secondo le cifre fornite dai ribelli (da Londra l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha rivisto al ribasso la cifra e ha parlato di 183 morti in 24 ore e di 320 cadaveri uccisi in 5 giorni), il presidente ha nuovamente promesso di voler sventare «a qualunque prezzo» il progetto di «complotto».
Con una dichiarazione riferita dall’agenzia ufficiale siriana Sana, Assad ha detto che il suo regime è pronto a sfidare i piani orditi dagli stranieri contro il suo Paese. «Il popolo siriano non permetterà al complotto di avere successo e di raggiungere i suoi obiettivi», ha detto il presidente, promettendo di sconfiggerlo «a qualunque prezzo».
DAMASCO ORA SFIDA I VICINI. Il «complotto» in atto e «quanto sta accadendo non è solo rivolto contro la Siria, ma contro l’intera regione», ha proseguito Bashar. «Essendo il nostro Paese una pietra angolare nella regione, le forze straniere prendono di mira la Siria per portare al successo il loro complotto in tutta la regione», ha aggiunto il presidente, «ma noi continueremo nella strategia di resistenza a dispetto della collaborazione tra i Paesi occidentali e alcuni Stati della regione per farle cambiare posizione».
Dall’inizio della rivolta, 17 mesi fa, il regime di Damasco accusa i ribelli che affrontano l’esercito regolare di essere «terroristi armati» al soldo degli stranieri. Accusa inoltre Paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia di finanziarli e di armarli per seminare il caos nel Paese.
TORNA IN PUBBLICO IL VICEPRESIDENTE. Intanto domenica 26 agosto il vicepresidente siriano Faruk al-Sharaa, dato per fuggiasco in Giordania, è riapparso in pubblico per la prima volta da settimane, ponendo fine alle voci sulla sua defezione dal regime. Lo ha riferito un tweet della Ap.
A Damasco, il vice di Bashar al Assad è sceso dalla sua auto per entrare nel suo ufficio dove è previsto l’incontro con il responsabile iraniano. Lo hanno confermato i giornalisti stranieri sul posto. Sharaa è apparso «serio in volto» e non ha rilasciato dichiarazioni entrando nell’edificio.