Assange, Galloway: «Non è uno stupratore»

Redazione
21/08/2012

di Alessandra Baldini In fatto di stupro, il vecchio «se l’é chiamata» è diventato «motivato politicamente»: le donne britanniche sono...

Assange, Galloway: «Non è uno stupratore»


di Alessandra Baldini

In fatto di stupro, il vecchio «se l’é chiamata» è diventato «motivato politicamente»: le donne britanniche sono insorte per chiedere le dimissioni di George Galloway, l’ex laburista eletto nelle file del partito Respect secondo cui Julian Assange è stato «incastrato».
La primula rossa di Wikileaks è stato «maleducato» nei confronti delle svedesi che lo accusano, ma «non ha stuprato nessuno», ha detto l’ex ragazzo terribile della politica britannica con una frase che «la dice lunga sull’atteggiamento del maschio locale nei confronti dello stupro», ha commentato Amy Russell, vice direttore del centro per gli studi di genere dell’Università di Leeds.
SCONFESSATO DAI LEADER DEL SUO PARTITO. Galloway è stato sconfessato dai leader del suo partito: «Deludenti e sbagliate», ha definito le affermazioni dell’ex laburista la capo di Respect Salma Yaqoob.
Ma è un fatto che il caso Assange sta dividendo la Gran Bretagna lungo uno spartiacque di genere: Marte con Julian, Venere con le svedesi.
Il 20 agosto in tivù l’ex ambasciatore britannico in Uzbekistan Craig Murray, un sostenitore dell’hacker, ha fatto il nome di una delle donne che in Svezia accusano l’australiano suggerendo che l’azione legale sia stata «motivata politicamente».
L’ex Monty Python Terry Jones ha detto ai suoi 80 mila seguaci su Twitter che il sesso senza condom non è stupro (é una delle accuse nei confronti del capo di Wikileaks).
Oltreoceano un parlamentare repubblicano del Missouri, Todd Akin, è stato costretto a un mea culpa per aver parlato, in piena campagna elettorale per la Casa Bianca, di stupro «legittimo», scatenando una protesta sul web sui temi dell’aborto e della violenza sessuale contro le donne.
NEL 2003, DICHIARAZIONI INCEDIARIE SULLA GUERRA IN IRAQ. Galloway, che nel 2003 fu espulso dal partito laburista per le dichiarazioni incendiarie contro la guerra in Iraq (disse che era «moralmente giustificato uccidere Tony Blair») ma è stato rieletto a Westminster lo scorso marzo in un piccolo partito anti-capitalista e filo-islamico, milita nell’estremo opposto dello spettro politico rispetto a Akin ma le sue parole in materia di stupro hanno provocato analoga indignazione. «Julian è colpevole di cattiva etichetta sessuale», ha detto il parlamentare britannico, e alla richiesta di marcia indietro ha rincarato la dose: «No non significa mai sì. Sesso non consensuale è sempre stupro. Ma nel caso di Assange non sappiamo cosa sia successo. Lui ha sempre negato. L’impressione é che sia stato incastrato».
Tesi che non ha convinto organizzazioni come RapeCrisis che si battono contro lo stupro: «Galloway sbaglia: avere avuto un rapporto consensuale con una donna non autorizza un uomo a rifarlo tutte le volte che vuole presumendo che gli sia stato dato il permesso».
In Gran Bretagna, secondo le statistiche, il 91 per cento degli stupri non vengono denunciati e solo il 6 per cento degli stupratori va in galera. L’anno scorso a Londra era finito nella bufera il ministro della giustizia Tory Kenneth Clarke per aver sostenuto che «c’é stupro e stupro: il ‘date rape’, quando i due si conoscono, può essere considerato uno stupro di seconda classe».

(ANSA).