Assange: «Resto fedele ai miei ideali»

Redazione
14/12/2010

Non ci sono solo le rivelazioni sui rapporti diplomatici tra stati, gli interessi delle potenze mondiali, gli affari più e...

Assange: «Resto fedele ai miei ideali»

Non ci sono solo le rivelazioni sui rapporti diplomatici tra stati, gli interessi delle potenze mondiali, gli affari più e meno leciti dei loro leader nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks. C’è anche la dimostrazione che società come «Visa, Mastercard, Paypal e altri sono strumenti di politica estera degli Stati Uniti. Prima non lo sapevamo».
Julian Assange, il fondatore del sito web più devastante di tutti i tempi, il 14 dicembre ha parlato dal carcere di Londra in cui è detenuto dal 7 dicembre con l’accusa di stupro, consegnando alla madre Christine un appello per difendere l’organizzazione e la libertà di stampa nel mondo, proprio nel giorno in cui il tribunale inglese deciderà se trattenere o no Assange in carcere. La donna ha poi trasmesso alla stampa il comunicato del figlio, al quale Christine aveva anche rivolto una domanda affidatale dalla rete televisiva Australia’s Network Seven: «Ne è valsa la pena?».
Ecco la risposta di Assange:
«Sono fermo sulle mie convinzioni. Rimango fedele agli ideali che ho sempre espresso. Le circostanze non li faranno traballare. Quel che è successo ha aumentato la mia convinzione che siano giusti e corretti. Ora sappiamo che Visa, Mastercard, Paypal e altri sono strumenti di politica estera degli Stati Uniti. Prima non lo sapevamo. Chiedo aiuto a chiunque nel mondo per proteggere il nostro lavoro da questi attacchi illegali e immorali».