Atlante della crisi

Redazione
13/12/2010

di Bruno Giurato e Marianna Venturini Non hanno ancora deciso cosa fare, ma nelle ultime due settimane hanno ottenuto interviste,...

di Bruno Giurato e Marianna Venturini

Non hanno ancora deciso cosa fare, ma nelle ultime due settimane hanno ottenuto interviste, condotto pugnaci conferenze stampa e incassato molta visibilità. Deputati e senatori alla ricerca di un momento di gloria non hanno dovuto far altro che mostrare un tentennamento, la propria posizione in bilico per avere tutti i riflettori puntati addosso. (Leggi l’articolo)

Momenti di gloria

Ormai acquisiti alla causa del premier Silvio Berlusconi sono l’ex dipietrista Antonio Razzi e Maurizio Grassano, ex Lega ed ex liberaldemocratico. Razzi e suoi folti baffi grigi sono stati protagonisti di una conferenza stampa molto vivace a causa del litigio tra il suo ex compagno di partito, Stefano Pedica, e Arturo Iannaccone per il suo passaggio a Noi Sud. Il cambiamento di casacca di Razzi è stato attribuito all’estinzione del mutuo di casa e Pedica ha aspettato l’appuntamento pubblico per urlargli: «Vergogna».
Ancora più duro è stato il commento di Antonio  Di Pietro: «Qualsiasi parlamentare tradisca i propri elettori e si venda per 30 denari merita l’albero di Giuda».
Chissà cosa ne pensa Nino Strano, il mangiatore di mortadella al momento della caduta del governo di Prodi.
Altra conferenza stampa di lustro per Giampiero Catone, deputato del Fli, che ha radunato quanti più giornalisti possibili per annunciare il suo voto positivo al Governo. Le sue parole, davanti ai tanti microfoni in attesa non hanno deluso: «Voterò la fiducia per sostenere l’Italia e non mandarla in crisi mentre l’Europa ci guarda».
Ma tra i finiani vengono dati decisamente in bilico, e quindi vengono interrogati di continuo, anche Silvano Moffa e Maria Grazia Siliquini, due dei sei moderati che l’11 dicembre 2010 hanno tentato l’estrema mediazione con altri dieci colleghi del Pdl.
Chissà cosa ne pensa Nino Strano.
Non aveva bisogno di visibilità ma di sicuro non rinuncia alle attenzioni Paolo Guzzanti, che per votare pro governo aveva chiesto degli impegni sulla legge elettorale e sulle privatizzazioni, su cui in Senato Berlusconi ha aperto. Il parlamentare ha detto che deve decidere, ci penserà ancora un po’ e dispenserà altri virgolettati ambigui.
Altrettanto spazio l’hanno ottenuto Massimo Calearo, transfuga del Pd, dell’Api e del misto, l’ex rutelliano Bruno Cesario e Domenico Scilipoti, che ha abbandonato l’Italia dei valori.
I tre moschettieri della Camera hanno fondato un Movimento di Responsabilità Nazionale (leggi l’articolo), senza scogliere le riserve sul loro voto. Il fascino di ogni parlamentare è il mistero che riesce a emanare.  
L’ex dipietrista è intervenuto in difesa dell’anziana genitrice e di se stesso: «Una troupe di Annozero è andata a Terme Vigliatore per intervistare tutti i miei parenti. Mia madre, che ha 91 anni, si è spaventata. Queste cose sono inaccettabili. Se qualcuno mi aggredirà in strada è colpa della campagna d’odio che sto subendo».
Chissà cosa ne pensa Nino Strano. Lui sì che è passato alla storia.

Pancioni a bordo

I pancioni sono diventati la più grande calamità di Montecitorio. Per l’opposizione avere tre donne partorienti è una vera e propria disgrazia perché le gestanti sono considerate assenti e riducono il numero del quorum. Le tre future mamme, Federica Mogherini del Pd e le finiane Giulia Bongiorno e Giulia Cosenza, sono state vagliate nelle ultime ore dalla stampa italiana come fenomeni da studiare.
In particolare Mogherini non ha risparmiato interviste accorate e proposte per aggirare la scadenza della gravidanza, che coincide proprio con il 14 dicembre.
L’ultima idea che ha avuto è che tre donne del Pdl rinuncino a partecipare al voto di fiducia «per compensare l’assenza di ciascuna delle tre donne intenzionate a votare la sfiducia a Berlusconi, ma impossibilitate causa pancione». Si vede che il tentativo di accelerare la nascita della figlia facendo le scale, sbandierato in un’intervista al Corriere della sera insieme alla tentazione di ricorrere al cesareo, non ha funzionato.
La parlamentare ha detto che se Marta, nome della nascitura, «aspetterà» qualche ora, lei sarà in aula a votare.
La finiana Giulia Cosenza è alle prese con una gravidanza difficile, così come l’avvocato di Gianfranco Fini, Giulia Bongiorno, inchiodata a letto al sesto mese.
Le tre, confinate alla Sezione maternità, hanno avuto un’ attenzione eccessiva, quasi che la loro fosse una condizione di eccezionale gravità.
La situazione è talmente paradossale che perfino il leader dell’Udc, per Ferdinando Casini, si è lasciato andare alle battute e ha detto ai giornalisti: «Scrivete che Cesa deve partorire e che domani non sarà in Aula».

Pensieri e parole da basso impero

Formalmente siamo al passaggio tecnico di una possibile crisi di Governo. Ma da come se ne parla sembra di assistere alla crisi di un’epoca. E forse davvero lo siamo. Cultura della Krisis a mille, dunque, per dipingere la possibile fine di una stagione, il berlusconismo, a sua volta fine di una congiuntura storica (la seconda a repubblica che non c’è come propaggine della prima repubblica che ci fu) a sua volta ultimo frutto di un Novecento avvelenato.
Siamo al crepuscolo degli idoli. Parole, metafore, immagini sono nient’altro che la punta avanzata di uno stanco Occidente. Ci sono tutte le sfumature della Caduta in giro: basta accendere la Tv o leggere un giornale per farsi travolgere dal noir politico ed esistenziale. Quale onore per l’Italia far l’avanguardia della fine del mondo.
Ora fatale. «L’avvitamento del quadro politico è giunto a un punto talmente brutto e putrefatto che le elezioni sono fatali» Così Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia. L’ora fatale scocca sul quadrante della storia. E infatti il Corriere della sera del 13 dicembre 2010 aveva una grafica con il quadrante del momento storico: ora per ora c’era segnata l’attività parlamentare della maratona fatale. «È giunta l’ora delle decisioni irrevocabili», citazione da Benito Mussolini che va abbastanza bene anche per Gianfranco Fini.
Sonno. Berlusconi si è assopito in Senato durante la seduta. Tante polemiche intorno al sonno o alla mancanza di sonno del premier, ci si è messo in mezzo anche WikiLeaks: i cablo dei diplomatici americani preoccupati perché Silvio non dorme abbastanza. E se Berlusconi usasse la tecnica di Leonardo: dormire pochi minuti ogni due ore? Quel che è certo è che il sonno del Premier genera mostri.
Buio. Si aprirà una “crisi al buio” o sarà un «governo al buio» (Pierferdinando Casini, segretario dell’Udc)
Consunzione. «Quello che succederà domani (il 14 dicembre 2010, ndr) alla Camera riguarda la consunzione di una stagione, la fine di una stagione che oggi sta presentandosi anche sotto forma di saldi di fine stagione: la compravendita dei parlamentari, questo scandalo che rende penosa questa coda del berlusconismo». Il Presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, ha commentato così la delicata fase politica.
Basso impero. L’espressione è di moda almeno da quando a inizio 900 gli intellettuali viennesi cominciarono a parlare di Vienna come laboratorio della fine del mondo, ma qui, tra bunga bunga e affini siamo più che altro al basso ventre dell’impero.
Zoologia della crisi. «In Parlamento c’è una compravendita di maiali», ha dichiarato il segretario dell’Italia dei Valori (Idv) Antonio Di Pietro. «La legge di stabilità si può fare in una settimana o dieci giorni e poi andare subito alle verifica alle Camere: no al mercato delle vacche». Lo ha detto sempre Antonio Di Pietro. «Ai tacchini ripeto sempre: vuoi morire a Natale?» Francesco Pionati, segretario dell’Alleanza di centro. «Il leader Fli a pranzo con le colombe», ha titolato il Corriere della sera. «Offerta del Cavaliere alle colombe», ha titolato la Repubblica.