Chi è il gruppo jihadista accusato della strage in Sri Lanka

Si chiama "National Thowheed Jamath", e secondo i media indiani è noto soprattutto per avere vandalizzato alcune statue buddiste. Ma per il governo non può avere agito da solo.

22 Aprile 2019 13.59
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Era salito agli onori delle cronache nel 2018, ma solo per un episodio di vandalismo, il gruppo jihadista dello Sri Lanka accusato dal governo di Colombo di essere dietro la strage costata la vita ad almeno 290 persone il giorno di Pasqua: il National Thowheed Jamath (Ntj) è un gruppo radicale musulmano, che secondo i media indiani è noto soprattutto per avere vandalizzato alcune statue buddiste.

POCHE INFORMAZIONI SULL'ORGANIZZAZIONE

Le notizie sulle origini dell'Ntj sono frammentate: secondo alcuni potrebbe trattarsi di un ramo dell'ex Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte, più comunemente conosciuta come Tamil Tigers), l'organizzazione militante tamil basata nel Nord Est dello Sri Lanka e sconfitta durante la presidenza di Mahinda Rajapaksa (2005-2015). Un gruppo, l'Ntj, da non confondersi con la Tamil Nadu Thowheed Jamath (Tntj), organizzazione islamica non politica basata nello Stato indiano di Tamil Nadu nata nel 2004 da una costola dell'organizzazione non governativa musulmana Tamil Nadu Muslim Munnetra Kazagham (Tmmk). La Tntj, infatti, si propone di insegnare il vero Islam sia ai musulmani, sia ai non musulmani ed è impegnata nel sociale. Sulla sua pagina Facebook, l'organizzazione ha «duramente condannato» gli attentati del 21 aprile, che peraltro nessuno ha ancora rivendicato.

I SOSTENTORI DELL'ISIS AVREBBERO FESTEGGIATO LA STRAGE

In ogni caso, lo stesso governo dello Sri Lanka ha riconosciuto che probabilmente l'Ntj non ha agito da solo. Il sottosegretario al governo Rajitha Senaratne, infatti, ha detto di non ritenere che «gli attacchi possano essere stati portati avanti solo da un gruppo di questo Paese. C'è una rete internazionale senza la quale questi attacchi non sarebbero riusciti». Intanto, secondo i media internazionali sostenitori dell'Isis stanno festeggiando la strage, sostenendo che si tratta di una vendetta per il recente massacro nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, e della campagna miliare a guida Usa in Siria. Celebrazioni che secondo Rita Katz, direttrice del Site (il sito che monitora le attività dei jihadisti online), potrebbero spianare la strada all'Isis per rivendicare la carneficina nello Sri Lanka.

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