Bruxelles e Arras: cosa accomuna i due attentatori

Redazione
17/10/2023

Sia il 45enne tunisino Abdesalem Lassoued sia il 20enne di origine cecena Mohammed Mogouchkov avevano dichiarato fedeltà allo Stato Islamico e sostegno al popolo palestinese. Entrambi si erano visti rifiutare il permesso di asilo.

Bruxelles e Arras: cosa accomuna i due attentatori

Mohammed Mogouchkov, il 20enne di origine cecena che venerdì 13 ottobre ha ucciso a coltellate un professore del liceo Gambetta ad Arras (Pas-de-Calais) e ferito altre tre persone, e Abdesalem Lassoued, il tunisino di 45 anni che lunedì sera ha ucciso a colpi di kalashnikov due cittadini svedesi a Bruxelles a Saincteletteplein, avevano entrambi dichiarato la propria fedeltà allo Stato Islamico. E avrebbero agito per vendicare il popolo palestinese.

Lassoued e il sostegno alla causa palestinese

La procura federale belga infatti non esclude più un nesso tra il duplice omicidio e la crisi mediorientale. Abdesalem Lassoued, ucciso in una sparatoria con le forze dell’ordine martedì mattina, aveva infatti condiviso sui suoi profili social alcuni messaggi di sostegno alla causa palestinese. È dunque possibile che la guerra tra Israele e Hamas lo abbia spinto ad agire. Nel video di rivendicazione il 45enne si era dichiarato combattente dello Stato islamico dicendo di essere pronto a sacrificarsi per il Corano. Un riferimento probabilmente alle manifestazioni in Svezia dello scorso luglio in cui erano state bruciate pagine del libro sacro dell’Islam. Su un profilo Facebook accessibile fino alle 21.25 del 17 ottobre e poi chiuso, l’uomo aveva fatto riferimento al conflitto tra Israele e Hamas e al bambino ucciso negli Stati Uniti perché palestinese.

Mogouchkov, la fedeltà allo Stato islamico e l’odio per la Francia

In Francia la procura ha confermato il fermo per Mogouchkov e il fratello di 16 anni sospettato di aver contribuito al piano omicida, e chiesto di interrogare il cugino dei due, minore di 16 anni, perché potrebbe essere stato informato del progetto senza fare nulla per impedirlo. Anche Mogouchkov in un video girato prima dell’attacco aveva dichiarato fedeltà a Daesh oltre a sottolineare il suo «odio per la Francia, per i francesi, per la democrazia e per l’istruzione ricevuta nel Paese». Infine, Mogushkov aveva espresso solidarietà  ai musulmani in Iraq, Asia, Palestina, ma senza collegare direttamente il suo atto alla recente guerra in Israele. Entrato in Francia nel 2008 e di nazionalità russa, anche Mogouchkov – come Lassoued – si era visto respingere le richieste di riesame dell’asilo, l’ultima delle quali il 16 agosto 2022. Ma, secondo il ministero dell’Interno, non poteva essere espulso perché entrato in Francia prima dei 13 anni, misura che la nuova legge sull’immigrazione prevede di cancellare. Monitorato dalla Direzione generale della Sicurezza interna (DGSI), Mohammed Mogouchkov era stato controllato giovedì 12 ottobre, senza che gli fosse imputato alcun reato. Nulla lasciava presagire un attacco. Uno dei suoi fratelli, Movsar Mogouchkov, è stato processato lo scorso aprile dalla Corte d’assise di Parigi per un attentato pianificato e sventato nel 2019. È anche comparso davanti al tribunale penale, a giugno, per “apologia di terrorismo”, ed è attualmente in carcere.