Attentato di Barcellona, in Italia vigilanza massima

Redazione
17/08/2017

In Italia la vigilanza è «massima» dopo l'attentato di Barcellona, che ha immediatamente prodotto una «sensibilizzazione» del dispositivo di sicurezza...

Attentato di Barcellona, in Italia vigilanza massima

In Italia la vigilanza è «massima» dopo l'attentato di Barcellona, che ha immediatamente prodotto una «sensibilizzazione» del dispositivo di sicurezza nazionale e un potenziamento dei controlli e dell'attività di prevenzione. Ma il livello d'allerta non cambia e resta al livello 2, quello che precede l'attacco in corso. È quanto emerge al termine della riunione del Comitato Antiterrorismo, convocata al Viminale dal ministro dell'Interno Marco Minniti.

PRESENTI I VERTICI DELLE FORZE DELL'ORDINE E DEI SERVIZI. Alla riunione hanno partecipato i vertici nazionali delle forze di polizia, dei servizi di intelligence e i rappresentanti della sicurezza di Spagna a Roma. Nel corso del Comitato i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence hanno svolto un'approfondita analisi dello scenario internazionale, con particolare riferimento anche al nostro Paese.

AUTONOLEGGI SORVEGLIATI SPECIALI. Minniti ha chiesto di tenere elevato il livello di vigilanza, rafforzando sul territorio le misure di sicurezza a protezione degli obiettivi ritenuti più a rischio, nonché verso i luoghi che registrano particolare affluenza e aggregazione di persone. In particolare a Roma, con una particolare attenzione alle aziende di autonoleggio, affinché segnalino qualsiasi situazione anomala e ai furgoni diretti in città, soprattutto quelli in transito nel centro storico.

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Solo due giorni fa, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, il ministro dell'Interno Marco Minniti aveva messo in guardia dal rischio terrorismo, che «rimane alto», anche se non si registra «nessuna minaccia imminente». E nel fare un bilancio dell'attività svolta sul versante della prevenzione, ha ricordato che nei primi sette mesi dell'anno le espulsioni per ragioni di sicurezza sono state 67, a fronte delle 37 registrate nello stesso periodo dell'anno scorso. Dunque una vera impennata, con un aumento dell'81%, e un numero record di 199 espulsioni a partire dal 2015, compresi tre imam.

CRESCE IL NUMERO DELLE PERSONE MONITORATE. E se è cresciuto leggermente anche il dato degli estremisti arrestati (29 in confronto a 25), e dei foreign fighters monitorati (125 rispetto a 110), va all'insù anche la cifra delle persone controllate a fini antiterrorismo, passate da 77.691 dei primi sette mesi del 2016 alle 190.909 dell'anno in corso. Il sistema di prevenzione dunque ha finora funzionato e questo si deve, secondo Minniti, ad «un complesso di attività», tra cui l'azione del Comitato antiterrorismo che «tiene insieme le forze di polizia e dell'intelligence», unico caso in Europa. E lo scambio di informazioni in tempo reale, per il ministro, «è essenziale, con risultati straordinari».