Cosa sappiamo sulle sparatorie in due moschee della Nuova Zelanda

15 Marzo 2019 06.49
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Doppio agguato in due moschee della Nuova Zelanda. Un uomo, un australiano di 28 anni, ha colpito a colpi di mitra due luoghi di culto a Christchurch. Secondo le ultime informazioni almeno 49 persone sarebbero state uccise e altre 48 ferite. Almeno quattro persone sono state fermate in relazione all'attacco, e l'autore è stato identificato. Si tratta di Brenton Tarrant, un australiano bianco di 28 anni. Nel frattempo le autorità hanno detto alla popolazione di «restare in casa» e chiesto alle moschee di «tenere la porte chiuse».

LE VITTIME: 49 MORTI E 48 FERITI

Nel corso della giornata il bilancio delle vittime si è aggravato di ora in ora. Inizialmente la premier neozelandese Jacinda Ardern aveva confermato 40 persone uccise. Ma poi il capo della polizia del Paese, Mike Bush, ha confermato che le vittime sono 49, mentre i feriti sono 48. 41 persone sono state uccise nella moschea di Deans Avenue e sette in quella di Linwood, mentre una persona è morta in ospedale. In serata un testimone di Linwood ha raccontato che un suo amico, che normalmente si occupa della manutenzione del piccolo centro di culto, ha affrontato l'assalitore a mani nude riuscendo a disarmarlo e mettendolo in fuga. Lo stesso testimone ha detto che il killer sarebbe stato aiutato da dei complici a fuggire.

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IDENTIFICATE LE PRIME DUE VITTIME

Sono state identificate due delle 49 vittime dell'attentato a due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda. Si tratta di Haji Daoud Nabi, un afghano emigrato nel Paese con i suoi due figli nel 1977, e Khaled Mustafa, un rifugiato siriano che invece era arrivato con la famiglia solo qualche mese fa. Il nome di Haji è stato rivelato ai media da uno dei figli, Yama Nabi, che avrebbe dovuto partecipare alla preghiera del Venerdì con il padre ma è arrivato dieci minuti dopo di lui e ha trovato la moschea sotto attacco. Intanto le autorità sanitarie di Christchurch hanno fatto sapere che sette feriti sono stati dimessi dall'ospedale, altri 39 stanno ricevendo le cure necessarie per ferite da arme da fuoco e 11 sono ancora in terapia intensiva.

L'AUTORE È UN 28 ENNE AUSTRALIANO

Inizialmente si riteneva che a colpire fosse stato un commando di quattro persone dato che la polizia aveva detto di aver fermato tre uomini e una donna. Ma poi è arrivata la conferma l'autore della strage era stato solo uno, Brenton Tarrant, un australiano bianco di 28 anni. Secondo l'emittente tv australiana Nine News Sydney, il killer è originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese. Tarrant, si legge nei media neozelandesi, è già stato incriminato per la strage e domani 16 marzo comparirà davanti a una Corte con l'accusa di omicidio.

LA RIVENDICAZIONE ANTI-MIGRANTI

A ridosso dell'agguato il killer ha rivendicato la responsabilità delle sparatorie pubblicando sui social un manifesto anti-immigrati di 74 pagine in cui ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni. Tarrant ha detto di essersi recato in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all'attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene si sia mosso da solo e nessun gruppo abbia ordinato l'attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da «immigrazione di massa». In realtà i cittadini di religione musulmana nel paese corrispondono solo all'1,5% della popolazione.

UN MANIFESTO CONTRO L'ISLAM

L'attacco, ha scritto Tarrant nel suo "manifesto", è stato un atto di «vendetta contro gli invasori, per le centinaia di migliaia di morti causate da invasori stranieri sulle terre europee nella storia… per la schiavitù di milioni di europei prelevati dalle loro terre dagli schiavisti islamici… (e) per le migliaia di vite umane perse in attacchi terroristici in tutte le terre europee». Secondo il sito australiano News.com.au l'uomo aveva preannunciato il suo gesto sulla piattaforma 8chan, un forum online. L'uomo, si legge nel suo stesso manifesto, ha raccontato di aver pianificato il gesto per due anni anche se l'obiettivo è stato scelto solo tre mesi fa. Nel lungo documento, intitolato "The Great Replacement", l'uomo si è definito «fascista» e mostrato di adorare Donald Trump e alla Cina. La Repubblica popolare viene infatti definita come una «nazione con i valori politici e sociali più vicini ai miei». Mentre sul presidente Usa scrive: è un «simbolo di una rinnovata identità bianca».

IL MANIFESTO INVIATO VIA MAIL ALLA PREMIER

L'ufficio della premier neozelandese Jacinda Ardern ha ricevuto una mail contenente il delirante manifesto di Brenton Tarrant «pochi minuti prima» dell'attacco alle moschee. Lo ha rivelato alla Cnn il capo ufficio stampa della premier Andrew Campbell, precisando che l'indirizzo di posta al quale il documento di oltre 70 pagine è stato inviato è «generico» e gestito dallo staff della Ardern, che non aveva quindi visto la mail.

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TARRANT: «MI ISPIRO A BREIVIK»

«Ho letto gli scritti di Dylan Roof e molti altri, ma ho preso la mia vera ispirazione solo dal Knight Justiciar Breivik», si legge ancora nel manifesto. Tarrant si riferisce ad Anders Behring Breivik, il terrorista islamofobo di estrema destra norvegese che nel luglio del 2011 uccise 77 persone a Oslo e sull'isola di Utoya. Breivik, come è noto, aveva adottato lo stemma del 'Justiciar Knight', l'ordine massonico templare a cui apparteneva. Il suprematista americano Dylan Roof citato dal killer ha invece ucciso nove persone in una chiesa di Charleston nel 2015. Nel delirante manifesto di oltre 70 pagine a lui attribuito sul web c'è anche un link a un discorso di Oswald Mosley, portabandiera del fascismo britannico fra le due guerre, nota fra i tanti l'irlandese l'Independent. Tarrant si definisce «un uomo bianco» e «un eco-fascista», figlio di genitori di radici «inglesi, scozzesi e irlandesi». Ambivalenti le sue 'opinioni' sulla Brexit e su Donald Trump: sulla prima scrive di essere favorevole, «ma non per le ragioni ufficiali politiche per cui è stata promossa», bensì come segno di una sorta di «fuoco di sbarramento del popolo britannico, una cosa grande e meravigliosa, contro l'immigrazione di massa, lo sradicamento culturale, la globalizzazione»; quanto al presidente americano, lo indica quale simbolo di una «rinnovata identità bianca», salvo condannarlo come «stratega politico e leader».

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IL GESTO DEI SUPREMATISTI IN TRIBUNALE

Pochi minuti dopo il suo ingresso in tribunale, dove si è presentato a piedi nudi, Brenton Tarrant ha fatto 'ok' con la mano, un gesto utilizzato dai suprematisti bianchi e dai troll razzisti su internet. A rivelarlo è stato il New Zealand Herald pubblicando una foto. Intanto dopo le dichiarazioni della premier neozelandese Jacinda Ardern sull'intenzione di rivedere la legislazione sulle armi, il procuratore generale David Parker ha chiarito che «non è stata presa ancora nessuna decisione in merito al bando delle armi semi-automatiche».

IL KILLER ASCOLTAVA CANZONI NAZIONALISTE SERBE

Secondo l'agenzia Tanjug che ha citato il Daily Mail, su internet sarebbe stata postata una registrazione nella quale Brenton Tarrant ascolta una canzone patriottica serba in cui si cita fra l'altro il nome di Radovan Karadzic, l'ex capo politico dei serbi di Bosnia condannato in prima istanza per crimini di guerra a 40 anni di carcere dal Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi). Inoltre, aggiunge la Tanjug, in diverse foto si vedono sul caricatore del mitra del terrorista i nomi scritti in cirillico di Stefan Lazar e Marko Miljanov Popovic. Il Daily Mail per errore aveva parlato di due persone che in passato avevano compiuto attacchi, mentre in realtà – ha osservato Tanjug – si tratta di un principe serbo del 14esimo secolo e di un duca montenegrino del 19esimo secolo.

SECONDO LA CNN ERA STATO IN TURCHIA

Tarrant aveva trascorso «un lungo periodo di tempo» in Turchia. Lo ha riferito una fonte ufficiale turca alla Cnn. Ankara «sta investigando su movimenti e contatti del sospetto nel nostro Paese», ha sottolineato il funzionario precisando di credere che il killer sia stato anche in altri Paesi dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa. Nel delirante manifesto razzista pubblicato su internet prima della strage, Tarrant augurava la morte al presidente turco Recep Tayyip Erdogan il quale su Twitter ha condannato l'attacco definendolo «l'ultimo esempio di razzismo e islamofobia».

POLEMICHE PER LA DIRETTA FACEBOOK DELLA STRAGE

Durante il primo attacco Tarrant ha anche trasmesso una diretta video in cui lo si vede impugnare il mitra e colpire indistintamente tutti i fedeli presenti dentro una delle due moschee. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network, ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick. Al momento la polizia è al lavoro per eliminare dal web il video e ha fatto appello affinché le persone non lo condividano online. In un tweet, la polizia ha spiegato di essere «consapevole che ci sono filmati estremamente angoscianti relativi all'evento di Christchurch che circolano online». Per questo, «raccomandiamo caldamente che non siano condivisi». L'appello è stato rilanciato dal primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern. Facebook ha collaborato con le forze dell'ordine, rimuovendo il video e bloccando gli account dell'autore. Anche Twitter e YouTube hanno fatto sapere di essere al lavoro per rimuovere il filmato, che tuttavia è stato mostrato, in forma censurata dai media locali.

I NOMI DI ALTRI TERRORISTI SUI CARICATORI

Nelle immagini girate dall'attentatore, e da alcune foto girate sui social network si vedono i caricatori dei mitra usati nella strage con diversi nomi scritti con indelebile bianco, molti dei quali di attentatori che hanno compiuto gesti simili. Tra questi anche quello dell'italiano Luca Traini responsabile del raid contro diversi migranti a Macerata il 3 febbraio del 2018. Ma anche il nome di Sebastiano Venier, il doge di Venezia ai tempi della battaglia di Lepanto.

IL RACCONTO DEI SOPRAVVISSUTI

Mohamed Jama, ex presidente della moschea di Al Noor, che ha assistito a uno dei due attacchi a Christchurch è stato uno dei primi testimoni a raccontare l'agguato: «Era l'1.40 del pomeriggio, ero di fronte al cancello. E lui è arrivato. Aveva un elmetto e degli occhiali, era vestito da militare, impugnava un mitragliatore e aveva alla cintura un'altra pistola e molti proiettili. Gli ho chiesto: 'Che cosa stai facendo?'. Ma lui non mi ha risposto. Mi ha guardato, poi ha cominciato a sparare verso le persone e io ho cominciato a correre come gli altri. Lui è entrato e ha sparato alle persone colpendole una per una». «Era in corso il sermone per la preghiera del venerdì, quando una pistola ha cominciato a sparare», ha raccontato un altro sopravvissuto, Ramzan Ali. «Un uomo è entrato e ha aperto il fuoco. Io non l'ho visto perché mi sono sdraiato subito sotto la panca pensando che se uscivo potevo essere colpito, così sono rimasto nascosto incrociando le dita nella speranza di sopravvivere. Sono stata l'ultima persona ad uscire dalla moschea dopo che la sparatoria era finita e vicino alle porte c'erano molti corpi».

SOLIDARIETÀ DALLA COMUNITÀ EBRAICA

La Comunità ebraica neozelandese ha deciso di chiudere le sue sinagoghe come atto di solidarietà con la Comunità musulmana colpita dall'attacco d. «Per la prima volta nella storia», ha twittato Isaac Herzog, capo dell'Agenzia ebraica per Israele, «le sinagoghe in Nuova Zelanda sono chiuse per shabbat a seguito dello scioccante massacro di musulmani a Christchurch. Siamo uniti nella lotta all'odio e al razzismo».

SCRITTORE DI ESTREMA DESTRA BANDITO DALL'AUSTRALIA

Lo scrittore britannico di estrema destra Milo Yiannopoulos non potrà entrare in Australia per un tour programmato nei prossimi mesi. Lo ha deciso il ministro per l'Immigrazione australiano David Coleman, dopo che l'autore ha incolpato l'islam per l'attentato di Christchurch definendolo «una cultura religiosa barbara e aliena». A riportarlo è stata la Cnn. «Ha avuto una reazione orribile che rischia di alimentare odio e divisione. L'Australia è accanto alla Nuova Zelanda e alla comunità musulmana nel condannare questo atto disumano», ha detto il ministro dopo aver letto le frasi dello scrittore sui social media. Sempre in Australia, il senatore indipendente Fraser Anning è stato ricoperto di critiche e colpito da un uovo marcio lanciato da un diciassettenne a Melbourne dopo aver scritto su Twitter che «c'è un indiscutibile legame tra l'immigrazione musulmana e la violenza».

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