Aumenta il gettito Iva

Redazione
13/10/2010

L’Iva cresce. Nei primi otto mesi del 2010, il gettito dell’imposta sul valore aggiunto che per prima riflette i cambiamenti...

Aumenta il gettito Iva

L’Iva cresce. Nei primi otto mesi del 2010, il gettito dell’imposta sul valore aggiunto che per prima riflette i cambiamenti della congiuntura economica, è in aumento. L’imposta sui consumi da gennaio ad agosto di quest’anno ha incassato 71,255 miliardi di euro, il  3,6%  in più rispetto al corrispondente periodo del 2009.
A comunicarlo è il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Le entrate tributarie del bilancio dello Stato nei primi otto mesi del 2010 sono risultate in calo del 2,4% sul corrispondente periodo del 2009. Nel periodo gennaio-agosto 2010 le entrate totali, al lordo delle una tantum, sono state di 253.517 milioni di euro (-2,4%).
Tra le maggiori imposte dirette, quella che ha subito un aumento più forte è stata l’ Ire, l’imposta sul reddito (l’ex Irpef) che nei primi otto mesi del 2010 ha fatto incassare 107.968 milioni di euro (+2.596 milioni di euro). Male il gettito, invece, dell’Ires, l’imposta sulle società: 18.511 milioni di euro (-1.520 milioni di euro). 
Considerando anche le entrate da ruoli (3,3 miliardi) e dagli enti territoriali (24,2 miliardi) e con le poste correttive, il raffronto tra le entrate complessive dei primi otto mesi del 2010 con lo stesso periodo del 2009 è leggermente positivo per lo 0,7%. Il ministero in una nota sottolinea comunque che «complessivamente, le entrate registrate nel periodo gennaio-agosto 2010 evidenziano un miglioramento rispetto ai primi sette mesi dell’anno con un calo limitato ormai solo al 2,4% (nel periodo gennaio-luglio il calo è stato del 3,1%). Un calo dovuto solo a venire meno delle citate una tantum e/o imposte sostitutive dell’Ires, dell’Irap e di addizionali, versate nel 2009 per il riallineamento di valori contabili derivanti dall’adozione degli IAS/IFRS, configurabili come una tantum». Al netto di queste voci una tantum, spiega la nota del Ministero che accompagna i dati, la flessione «si riduce allo 0,8% tornando così ai livelli di giugno».