Australia, il ciclone Yasi devasta le coste

Redazione
03/02/2011

Quel «mostro» del ciclone Yasi, come lo hanno ribattezzato i media per i suoi 650 chilometri di diametro, è arrivato...

Australia, il ciclone Yasi devasta le coste

Quel «mostro» del ciclone Yasi, come lo hanno ribattezzato i media per i suoi 650 chilometri di diametro, è arrivato in Australia, dove ha spazzato con venti fino a 300 km orari le coste nord-est del Queensland, a sud della città di Cairns, costellate di località turistiche.
Nel pomeriggio del 2 febbraio, la tempesta più potente che abbia mai colpito l’Australia (più dell’uragano Tracy, che la vigilia di Natale del 1974 fece 71 morti), nel nord nel Pacifico ha raggiunto potenza 5, la più alta della categoria, arrivando sulla costa fra Innisfail e Cardwell, attorno alla mezzanotte, verso le 15 italiane. Almeno 90 mila persone sono rimaste senza corrente elettrica e venti furiosi hanno strappato i tetti dalle case. Fortunatamente, però, non ci sono state vittime. Una donna è anzi riuscita a partorire proprio mentre infuriava la tempesta: sia la madre che la figlia neonata stanno bene.
4 MILA MILITARI IN SOCCORSO. La premier del Queensland Anna Bligh ha comunicato che il ciclone ha portato «distruzioni senza precedenti». Onde alte fino a nove metri si sono abbattute sulle località costiere e 10 mile persone si sono rifugiate nei centri raccolta. Giovedì 3 febbraio, in attesa che il ciclone perda tutta la propria forza, le squadre di emergenza affiancate da 4 mila militari si aprono la strada nelle cittadine devastate dal ciclone.
Piogge torrenziali e alluvioni hanno aggiunto enormi danni alla devastazione già sofferta dal Queensland, piegata dalle inondazioni delle ultime settimane. Tutti i porti della regione sono chiusi e le miniere di carbone hanno sospeso le operazioni.