A che punto è la crisi di governo in Austria

Volano gli stracci tra gli alleati dopo l'annuncio di nuove elezioni. Dimissioni in massa dei ministri del partito Fpö. 

20 Maggio 2019 09.55
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Non si placa il caos nel governo austriaco. Il video che ha costretto il leader del Fpö Heinz-Christian Strache alle dimissioni ha innescato un effetto domino su tutto l'esecutivo. Il 20 maggio, tutti i ministri del partito di destra si sono dimessi. In precedenza, il cancelliere Sebastian Kurz (Ovp) aveva incontrato il presidente austriaco Alexander Van der Bellen che, dopo il vertice, ha annunciato nuove elezioni da ternersi a settembre.

Secondo la stampa austriaca, Kurz era pronto a destituire dal suo incarico il ministro dell'Interno, Herbert Kickl, esponente del partito di estrema destra. La rimozione di di Kickl dall'incarico sarebbe stata «necessaria a fare piena luce» sullo scandalo che ha portato alla caduta di Strache. Ventiquattr'ore prima la Fpö aveva annunciato che, qualora Kickl fosse stato destituito, tutti gli altri suoi membri si sarebbero dimessi dal governo.

LO STRAPPO TRA FPÖ E KURZ

Kickl, che nel pomeriggio del 20 ha incontrato Kurz, ha accusato il Partito Popolare Austriaco di Kurz di «mirare solo al potere, cercando di screditare e dividere il partner di coalizione». «Avrei voluto concludere i progetti avviati», ha detto invece il ministro delle Infrastrutture e nuovo segretario Fpö Norbert Hofer. Il ministro dell'interno ha detto che i popolari sono «ubriachi di potere». Kickl ha lamentato «continui attacchi e diffamazioni» durante il suo mandato e ha precisato di aver proposto alla Ovp di rimpiazzarlo alla guida del ministero con un altro rappresentante della Fpö. Questa proposta sarebbe però stata bocciata dal partner di coalizione.

LE PAROLE DEL CANCELLIERE

In mattinata il cancelliere aveva tenuto una conferenza stampa per commentare i recenti sviluppi: «Siamo rimasti profondamente scossi dal video, ma anche dalle reazioni della Fpö», aveva detto Kurz. «Sono d'accordo con il presidente della Repubblica che sui fatti deve essere fatta piena luce, anche nel ministero degli Interni». Secondo Kurz, la nomina di Peter Goldgruber a direttore generale della sicurezza pubblica «non è prova della consapevolezza che in questo momento sarebbe necessaria». Lo scandalo, aveva detto, ha «rovinato la collaborazione nel governo e danneggiato l'immagine dell'Austria». Per Kurz, serve un governo «senza scandali e corruzione, senza palla al piede». Il cancelliere aveva poi sottolineato l'importanza delle elezioni europee, «di grande importanza per noi tutti» Secondo il capo del governo, «va evitato uno scossone verso destra, ma anche verso sinistra. Va evitata una maggioranza di sinistra nel parlamento europeo. Per questo dobbiamo puntare sulla forze del centro».

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