Al vertice di governo fumata nera su Autonomia e Autostrade

Senza esito la riunione di governo, sale la tensione tra Lega e M5s. «Frenano su tutto», sbotta Salvini. Di Maio e Toninelli spingono per revocare la concessione.

26 Giugno 2019 07.53
Like me!

Fumata nera sull’autonomia, nessuna decisione su Autostrade. È un’immagine di stallo e forte tensione nel governo, quella che emerge da due vertici notturni, l’uno dopo l’altro, a Palazzo Chigi. Le intese sulle autonomie regionali, annunciate da Matteo Salvini per il Consiglio dei ministri del 26 giugno, saranno al centro di una nuova riunione mercoledì prossimo. Ma grava ancora un’incognita anche sull’approdo in Cdm della legge di assestamento, che serve a evitare la procedura d’infrazione Ue.

IL CDM IN FORSE

Più di una fonte governativa, in nottata, spiega che il Cdm – ipotizzato alle 18.50 di domani – non è formalmente convocato e c’è chi aggiunge: «Chissà se si farà». Ma un ministro pentastellato di primo piano assicura che il Consiglio dei ministri ci sarà. Probabilmente preceduto da un vertice politico. Assente Giovanni Tria, è su Autonomia e Autostrade che il premier Giuseppe Conte prova a cercare una sintesi in nottata a Palazzo Chigi. Il primo tavolo dura tre ore, il secondo poco meno di una. Alla seconda ora Salvini va via per un’intervista tv, lasciando Giancarlo Giorgetti. Luigi Di Maio resta, con Riccardo Fraccaro e Stefano Buffagni prima e Danilo Toninelli poi, fino alla fine. La Lega non si sbilancia, a notte fonda, sul destino della concessione di Autostrade, che M5s chiede di revocare. Trapela invece una fortissima irritazione per il nuovo stop al tema delle Autonomie, caro alle regioni del Nord.

LA LEGA: «IL M5S CONTINUA A ESSERE IL PARTITO DEL NORD»

«M5s continua a essere il partito del No», commenta una fonte leghista. I temi critici, secondo fonti M5s, sono la scuola, i trasferimenti fiscali dallo Stato alle Regioni e i trasporti. Se ne discute per tre ore, ma al termine non si trova un punto di accordo. Si litiga anche sul metodo, perché i Cinque stelle vogliono un passaggio “pesante” in Parlamento, con la possibilità per le Commissioni di dare pareri e di emendare il testo. La Lega è per una soluzione più snella, perché con emendamenti pesanti si dovrebbe ripartire da zero. Anche su questo, non si raggiunge un accordo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *