Autonomia differenziata, sindaci del Sud in piazza contro la riforma

Enrico Filotico
16/01/2024

Il provvedimento è approdato in Senato. Gli amministratori del Mezzogiorno: «Con il regionalismo spinto non si creerebbe quella maggiore efficienza che il ministro Calderoli sbandiera per giustificare la sua proposta, il cui unico scopo è ridare peso alla Lega».

Autonomia differenziata, sindaci del Sud in piazza contro la riforma

I sindaci del Sud Italia hanno annunciato mobilitazioni contro l’autonomia differenziata a partire da martedì 16 gennaio, data in cui il provvedimento è approdato in Senato. E con lui i circa 400 emendamenti che lo accompagnano. A schierarsi apertamente contro il provvedimento l’associazione “sindaci del Sud” che in una nota scrive: «Ogni sindaco che amministra la cosa pubblica nel Mezzogiorno sa quanto sia difficile garantire quello che chiedono i cittadini e ciò che servirebbe alle future generazioni in un contesto di totale difficoltà socio-economica e di gravi carenze amministrative».

«Alta velocità al Nord, grande lentezza al Sud» 

Nel documento anche un appello a Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei e in passato governatore della Puglia: «La proposta di revisione del Pnrr ottenuta da Fitto colpirà soprattutto le regioni del Sud, che subiranno un taglio di 7,6 miliardi, la metà dei 15,9 che si prevede di ridurre. Per non parlare dell’eliminazione delle Zes e dei 4,4 miliardi distratti dal fondo perequativo infrastrutturale in una nazione che sul piano delle ferrovie e delle strade è letteralmente tagliata in due, l’alta velocità al Nord, la grande lentezza al Sud». Il documento poi conclude: «Con il regionalismo spinto non si creerebbe quella maggiore efficienza che il ministro Roberto Calderoli sbandiera per giustificare la sua proposta, il cui unico scopo, in realtà, è ridare peso alla Lega. Si determinerebbe, invece, un peggioramento delle condizioni dei municipi del Sud».