Autonomia, i grillini cantano vittoria sulla scuola

Salta la norma che prevedeva i bandi regionali per la chiamata degli insegnanti. Le amministrazioni locali possono però decidere la durata del primo incarico. Il sottosegretario Giuliano rivendica il risultato. La Lega assente.

19 Luglio 2019 15.51
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Il vertice a Palazzo Chigi è durato circa un’ora e alla fine a cantare vittoria sulla autonomia, a torto o a ragione, è stato il Movimento Cinquestelle cghe festeggia soprattutto sulla scuola, mentre la ministra Erika Stefani ha fatto sapere che su sanità, ambiente e sviluppo economico sono state accolte le richieste delle Regioni. Critici, per non dire in rivolta, i presidenti delle Regioni del Nord, Luca Zaia per il Veneto e Attilio Fontana per la Lombardia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine di una riunione sulle autonomie, Roma, 19 luglio 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

CONTE: «I GOVERNATORI NON AVRANNO TUTTO»

«Io tenevo molto al fatto che il modello della scuola non può essere frammentato, non possiamo pensare che l’Autonomia differenziata significhi frammentare questo modello. Probabilmente i governatori interessati non avranno tutto quello che hanno chiesto ma ci sta, è un negoziato tra Stato e Regioni, ha detto anche il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa al termine del vertice. Conte ha esordito smussando le tensioni: «Sono lieto di annunciare che abbiamo fatto significativi passi avanti sulle Autonomie: ieri tutto il pomeriggio l’ho dedicato a lavorare a questo. Intravediamo la dirittura finale, la settimana prossima c’è ancora qualche passaggio ma confido che si stia arrivando al portare questo provvedimento in Cdm».

FONTANA: «NON SI VUOLE L’ACCORDO»

«Deluso», dal premier Conte si dice il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, «perché ha ricominciato a fare quelle affermazioni di carattere generale legate alla frammentazione del Paese, quindi a quel vecchio slogan, dimostrando di non voler arrivare a una soluzione concreta». «Mi sento profondamente amareggiato», ha proseguito il presidente lombardo. «Credo che questo comportamento sia irrispettoso dei cittadini lombardi e veneti». «Sono sconcertato», ha evidenziato Fontana , «che si facciano delle proposte per cui non si potrebbero trattenere sul nostro territorio neppure le risorse risparmiate con un’amministrazione virtuosa. Così, noi che chiediamo di poter dimostrare capacità ed efficienza, verremmo penalizzati. Questa è una chiara dimostrazione che non si voglia giungere ad un accordo».

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, in una immagine del 08 luglio 2019. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

ZAIA: «CI SENTIAMO PRESI IN GIRO»

Tuttavia i tempi, e non solo quelli, hanno deluso il presidente della regione Veneto, Luca Zaia: «Resto basito davanti all’ennesimo rinvio. Pensavo che il presidente del Consiglio fosse così autorevole da chiudere la partita, ma non ho ancora ben capito se l’autorevolezza serva a chiudere o invece a prolungare indefinitamente l’approvazione dell’intesa sull’autonomia differenziata». «Noi veneti», ha aggiunto Zaia, «ne abbiamo le tasche piene di tutta questa storia». «Ho dei dubbi sul fatto che all’interno del Consiglio dei Ministri siano tutti d’accordo su quello che si sta decidendo, per cui non comprendo tutti questi festeggiamenti che qualcuno sta facendo», ha aggiunto. «Il Presidente del Consiglio può dire quello che vuole (…) Diremo noi se ci va bene o no», ha detto Zaia. «Ci sentiamo presi in giro. Non da Salvini perché ha seguito con noi tutta la partita. Ma vedere un Presidente del Consiglio che presiede riunioni che producono il nulla, se non conferenze stampa, è poco rispettoso rispetto a tutti i veneti che hanno votato».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (3D) a Palazzo Chigi durante il vertice sulle autonomie, Roma, 19 luglio 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

NIENTE REGIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA

Nel corso della riunione di governo sull’Autonomia, a cui non ha partecipato la Lega, è stato soppresso l’articolo 12 del testo della ministra Stefani che prevedeva l’assunzione diretta dei docenti su base regionale. Era uno dei nodi sul tavolo: la misura era sostenuta dal Carroccio, ma il M5s era contrario, rilevando anche profili di incostituzionalità. Il personale della scuola «è escluso dalla regionalizzazione; il sistema di istruzione rimane unitario e nessun trasferimento di risorse dallo stato alle regioni con riferimento all’istruzione» è il testo uscito dal vertice sull’autonomia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine di una riunione sulle autonomie, Roma, 19 luglio 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

IL SOTTOSEGRETARIO GIULIANO: «UNA VITTORIA DEI 5STELLE»

«Dopo mesi abbiamo garantito l’unità del sistema di istruzione: non abbiamo ceduto cose che avrebbero potuto compromettere l’unità del Paese», ha detto il sottosegretario M5s all’Istruzione Salvatore Giuliano fuori da Palazzo Chigi. «L’articolo 12 è stato soppresso: è una vittoria dei 5 stelle e da uomo di scuola ritengo di poter dire che è una vittoria della scuola italiana», ha aggiunto. «Non ci saranno concorsi regionali, assolutamente no. Sono state prerogative che già aveva la regione».

«L’AUTONOMIA FUNZIONA SE È FINANZIARIA»

«Su sanità, ambiente, sviluppo economico sono state accolte le richieste delle regioni», ha commentato la ministra. «Una svolta per il territorio, per i cittadini e per le imprese». «L’autonomia», ha ricordato Stefani, «funziona però se c’è quella finanziaria. Non accetteremo nessun compromesso. Chi riesce a garantire servizi efficienti riuscendo a risparmiare dovrà gestire come meglio crede queste risorse. Un’autonomia che non mira all’efficienza al taglio degli sprechi non è un’autonomia. Premiare e stimolare l’efficienza e punire gli incapaci, sono questi gli obiettivi della Lega per far crescere il paese».

Forum ANSA con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, Roma, 17 luglio 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

PER ZAIA I GRILLINI FESTEGGIANO PRIMA DEL TEMPO

Anche sulla scuola però Zaia e Fontana sono molto critici. Il primo ha detto che i grillini hanno «venduto la pelle dell’orso prima di averlo catturato. «Ritengo che i grillini abbiano venduto la pelle dell’orso prima di averlo catturato». L’intesa, ha ricordato Zaia, «va siglata fra Governo e Regione. Se sarà vera autonomia firmo, se no la rimando al mittente». Gli ha fatto eco Fontana: «Anche sul tema dell’istruzione si è dimostrato di far prevalere logiche sindacal corporativo, alle esigenze dei nostri studenti, che hanno diritto ad avere una continuità per tutto il percorso scolastico, senza trovarsi, come accade, con docenti sempre differenti o che spesso arrivano dopo mesi dall’inizio dell’anno. Non interessa il bene dei nostri ragazzi, non interessa il bene del nostro Paese. Si vogliono continuare a difendere questi centri di potere che vogliono mantenere in vita l’Italia dell’inefficienza».

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