Com’è andato il vertice di governo sull’Autonomia

Redazione

Com’è andato il vertice di governo sull’Autonomia

Brusca rottura tra Lega e M5s durante l'incontro di Palazzo Chigi. Carroccio all'attacco: «Invece di andare avanti si torna indietro». Duri i grillini: «Voglio rimettere le gabbie salariali».

11 Luglio 2019 11.38
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È terminato con uno strappo il tavolo a Palazzo Chigi sull’Autonomia. «Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto», hanno detto fonti leghiste attaccando la posizione dell’alleato di governo. Affondo anche di Erika Stefani, ministro per gli Affari regionali: «L’Autonomia è nel contratto di governo: se qualcuno ha cambiato idea basta che lo dica e non si vada allora ulteriormente avanti», ha detto subito dopo l’incontro.

CONTE: «EVITARE CHE L’ITALIA SI SLABBRI»

«Dovremo introdurre strumenti di salvaguardia solidaristici per evitare che l’Italia, come dire, si slabbri. Un progetto del genere sarebbe inaccettabile», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa.

ROTTURA SULLA QUESTIONE MERIDIONALE

«Invece di andare avanti si torna indietro», ha rincarato ancora il Carroccio, e «i 5 Stelle condannano il Sud all’ arretratezza». Da parte loro, i grillini hanno accusato la Lega di voler inserire le gabbie salariali, «ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile».

LA VERSIONE DI DI MAIO: TAVOLO BLOCCATO SULLA SCUOLA

Per il vicepremier Luigi Di Maio lo stop è da imputare alla «regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l’unità della scuola così come l’unita nazionale», ha detto il vicepremier in una diretta Fb dove ha commentato l’esito del vertice. «I bambini», ha aggiunto, «non c’entrano niente con l’autonomia e noi dobbiamo garantire l’unità della scuola come quella della nazione».

LA DIFESA DEL MINISTRO STEFANI

«Se in materia di istruzione mi si nega la possibilità che una Regione con risorse proprie possa fare un’offerta formativa migliore e il motivo ostativo è che nelle altre Regioni non si può fare, si nega il principio base dell’Autonomia», ha attaccato Stefani. «Nessuna gabbia salariale, solo strumenti che esistono già nel nostro ordinamento, dagli incentivi della contrattazione integrativa per dare continuità dell’offerta formativa e ovviare alle carenze di organico», ha spiegato il ministro. «Chiedo al M5s se ritengono che i referendum non valgono più nulla. Spero che ci sia un ripensamento su questa posizione. In questo momento c’è una sospensione e non è ancora stato fissato un nuovo appuntamento. Per me di autonomia si deve parlare immediatamente», ha concluso. Sull’Autonomia «noi chiediamo di dare un riscontro a quelle che sono richieste, richieste motivate e supportate, in particolare per quanto riguarda Lombardia e Veneto, da un fortissimo referendum».

POSSIBILE SLITTAMENTO A SETTEMBRE

«Spero in un rivisitamento e ripensamento delle posizioni» del M5s, ha detto ancora Stefani fuori da Palazzo Chigi. A chi domanda se a questo punto non sia probabile un rinvio a settembre, Stefani ha risposto: «Se ne deve parlare immediatamente che venga detto quel che vogliono o non vogliono fare. Se vogliono autonomia si segue un percorso, quello che abbiamo iniziato. Abbiamo fatto una proposta equilibrata, una norma che favorisce e da la possibilità ad alcune Regioni di lavorare e favorire quelle che sono eccellenze», ha aggiunto.

SALVINI: «IL GOVERNO CORRA E NON TORNI INDIETRO»

«Chi rallenta sull’Autonomia non fa un dispetto a Salvini o alla Lega. Certe cose io me le aspetto dalle opposizioni, dal Pd», ha detto e Matteo Salvini nel corso di una diretta Facebook, dopo il vertice. «Chi difende il vecchio non fa un favore a nessuno. Né a Milano né a Napoli. Oggi l’Italia è unita? No. Perché la gestione centralizzata favorisce gli sprechi e i furbetti. Autonomia significa incentivare. E io voglio un governo che corre, che lavora, che cresce. Non che torna indietro», ha aggiunto.

L’AFFONDO DI ZAIA: «VERTICE FARSA»

«Siamo davanti a una farsa, un’ autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l’autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti», è stato l’attacco del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «È scandaloso», ha osservato Zaia, «che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle dodici Regioni che hanno avviato passi in direzione dell’autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud. Si vuol trasformare l’autonomia in un cadavere eccellente ma si sappia che la forza dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato il nostro referendum per l’autonomia e di quelli di tutte le altre Regioni che la vogliono, è un fiume in piena inesorabile». «È scandaloso», ha aggiunto, «che ci siano persone a livello governativo incapaci persino di mantenere la parola data».

«M5S PRESENTI SUBITO UNA PROPOSTA»

Zaia, ha chiesto «formalmente ai grillini di presentare subito agli italiani la loro proposta di autonomia». «Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra», ha osservato, «diamo per scontato che di autonomia sanno tutto, e quindi presentino immediatamente, non tra mesi come altre cose che stiamo aspettando, la loro proposta, con un articolato e con la bozza d’intesa che intendono portare al Paese». «Continuando a prendere in giro i cittadini, i 5 stelle condannano il Sud al Medioevo e il Nord all’agonia», ha concluso, «credo che siamo ormai l’unico Paese al mondo in cui c’è ancora chi vede l’autonomia come un problema e non come una opportunità».

FONTANA: «M5S IRRESPONSABILE»

Il partito del no vuole condannare il nostro Paese all’immobilismo e all’arretratezza», è stato l’attacco del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Fa bene il ministro Erika Stefani a pretendere chiarezza, adesso basta: il Movimento 5 Stelle, senza accampare scuse, che sanno più di sceneggiata che di alto confronto politico, dica in maniera definitiva se vuole o no l’Autonomia, ha aggiunto». «Oggi», ha aggiunto Fontana riferendosi ai 5 Stelle, «una parte del governo manifesta un atteggiamento irresponsabile che segue i già troppi no su sicurezza, infrastrutture, innovazione e sviluppo economico. Non possiamo condannare il nostro paese all’immobilismo e alla arretratezza. La Lombardia da sempre è la locomotiva del Paese, nel quadro della solidarietà nazionale. Oggi si pretende di rallentarla piuttosto che accelerare il cammino di chi è indietro».

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