Autonomia, i governatori Zaia e Fontana attaccano Conte

I presidenti di Veneto e Lombardia critici con il governo. «Dietro alla frenata ci sono biechi interessi politici». Anche Forza Italia pare dubbiosa.

20 Luglio 2019 20.28
Like me!

Da una parte il Movimento 5 stelle che chiede una revisione profonda del testo, dall’altro la Lega che preme sull’acceleratore per firmare una legge suo cavallo di battaglia da anni. In mezzo c’è il premier Giuseppe Conte che tira il freno sull’Autonomia delle regioni e becca critiche a destra e a manca. Non ultima quelle dei governatori di Lombardia e Veneto.

«Sono profondamente offeso che questi cialtroni ci facciano passare per truffatori del Paese e del Sud». La bomba arriva da Attilio Fontana attraverso l’Ansa. Il presidente della regione Lombardia ha annunciato che sarebbe l’ora di smascherare «i biechi interessi politici» che si trovano dietro il no alla richiesta di maggiore autonomia delle Regioni. «Mi stupisce il Movimento 5 stelle. E mi stupisce che Conte, che ancora stimo, sia stato coinvolto in questa cialtronata», ha aggiunto Fontana

IL PENSIERO DI LUCA ZAIA

Dello stesso parere anche Luca Zaia. Il governatore leghista del Veneto, strenuo sostenitore dell’autonomia regionale, ha voluto ribadire il suo sgomento sullo stop alla legge sull’autonomia regionale. «Non è il governo che decide il testo. Conte ora ha davanti a sé due alternative. La prima è che ci presenti il testo, la seconda è che getti la spugna mandando all’aria tutto», ha spiegato. Per poi aggiungere: «Io tifo perché ci sia un testo». Ma alla condizione che «si tratti di autonomia vera e non di una presa in giro. Dal M5s nessuna proposta, solo giudizi sulle idee altrui».

IL NO DI FORZA ITALIA: «RISCHIO DI AVERE FIGLI E FIGLIASTRI»

«Il governo è finito nella palude delle autonomie regionali e non sa come uscirne». Lo sostiene Osvaldo Napoli del direttivo di Forza Italia alla Camera. «La strada fin qui immaginata, cioè il conferimento di ampie deleghe a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sembra essere corretta da un lato, perché risponde a una precisa richiesta e a due referendum consultivi, ma, dall’altro lato, rischia di creare figli e figliastri fra le Regioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *