I nodi del vertice di governo dall’Autonomia alla Tav

Pressing di Salvini sul provvedimento per le Regioni del Nord. Il M5s vuole revocare le concessioni ad Autostrade. E sull'Alta velocità restano frizioni. Il punto.

25 Giugno 2019 22.31
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L’asse Lombardia-Veneto ha funzionato per le Olimpiadi invernali. Perché non riproprlo politicamente, insieme con l’Emilia-Romagna, sul tema dell’Autonomia? La Lega ci prova. E Matteo Salvini ha suonato la carica: «Quando corrono gli enti locali l’Italia vince».

IL M5S VUOLE PASSARE DAL PARLAMENTO

Il problema è che su scuola, trasporti e tasse da trasferire alle ricche regioni del Nord, il Movimento 5 stelle vuole giocare fino in fondo la sua partita. E almeno correggere e rallentare, se non fermare, la corsa dei governatori salviniani verso l’autonomismo. Dando al parlamento il potere di esaminare ed emendare.

RIUNIONE TRA CONTE, DI MAIO E SALVINI

Di questo si è parlato nel vertice di governo serale il 25 giugno 2019 a Palazzo Chigi, dove erano riuniti Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Salvini, che deve discutere anche della concessione ad Autostrade che i grillini vogliono revocare (e del possibile ingresso di Atlantia in Alitalia).

LEGA NON A MANI VUOTE AL TAVOLO CON LE REGIONI

I cinque stelle considerano difficile che Salvini vada via a mani vuote, perciò con ogni probabilità nel Consiglio dei ministri è destinato ad arrivare un primo via libera all’Autonomia, da portare poi a un nuovo tavolo con le Regioni. Anche perché la partita è legata, su un piano tutto politico, a un altro tema caro alla Lega, quello della manovra e della flat tax.

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Il vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (Ansa).

OTTIMISMO SULLA CORREZIONE DEI SALDI

Sui conti pubblici si decide tutto nelle ultime ore prima del Cdm: sia a Palazzo Chigi sia nel M5s c’è ottimismo sul via libera della Lega alla legge di assestamento di bilancio con una correzione dei saldi che consenta di evitare la procedura d’infrazione Ue. Ma il nodo, enorme, riguarda il 2020: nel governo sarà battaglia fino alla fine e uno stop all’Autonomia potrebbe indurre Salvini a far saltare tutto.

TAV ORMAI INEVITABILE ANCHE PER QUALCHE GRILLINO

Accelera anche la decisione sulla Tav: dopo l’aumento al 55% dei finanziamenti europei i leghisti spingono perché arrivi in fretta il sì del governo ma il M5s frena, chiede tempo (i bandi, sottolinea, sono revocabili) e, dilaniato al suo interno, si affida a Conte. Il via libera all’opera viene reputato inevitabile anche da qualche pentastellato. Ma da Palazzo Chigi sottolineano che la posizione di Conte, negativa dopo l’analisi costi-benefici, per ora non cambia: il premier, che venerdì 28 giugno ha in programma un incontro con Emmanuel Macron al G20 in Giappone, valuterà a tempo debito.

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I lavori per la Tav.

DI MAIO CONTRO «IL SISTEMA» E «IL PARTITO DEL CEMENTO»

Per il M5s però fin d’ora il punto è tutto politico. Sulla Tav come sulle Olimpiadi, è in gioco il dna del Movimento. Ecco perché in un post su Facebook Di Maio ha additato il nemico di sempre, «il sistema», il «partito del cemento»: è un messaggio ai militanti delle origini, che raccoglie il plauso di Alessandro Di Battista.

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Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio.

ATLANTIA FUORI DA ALITALIA?

È il cardine della battaglia avviata contro Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi: a Chigi, Di Maio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli portano la proposta di revocare la concessione. Ma il rischio, spiegano i leghisti, è che se arriva lo stop alla concessione è automatico che Atlantia resti fuori da Alitalia, con il pericolo di non trovare alternative per la compagnia di bandiera.

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