Il governo verso lo stop all'aumento dei pedaggi autostradali

Il governo verso lo stop all’aumento dei pedaggi autostradali

29 Dicembre 2018 14.01
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Buone notizie per gli automobilisti: il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha annunciato in un post su Facebook che sul 90% della rete autostradale non scatteranno gli aumenti previsti dei pedaggi. «Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane» dichiara Toninelli sottolineando che «nella maggior parte dei casi l'assenza di rincari è il risultato di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali».

«STOP A RINCARI SU INVESTIMENTI PRESUNTI»

Laddove l'accordo non si è raggiunto, come nel caso di Strada dei Parchi, – scrive ancora Toninelli – «abbiamo agito emanando comunque l'apposito decreto di sterilizzazione degli esorbitanti rincari per gli utenti". Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti «per il futuro invece prevediamo pedaggi più bassi perché direttamente collegati con gli investimenti effettivi e non più presunti da parte dei concessionari. Una norma che abbiamo inserito nel decreto Genova e che è già legge».

I SINDACI DELL'AQUILANO CONTRO TONINELLI

Il 29 dicembre Paolo Federico, sindaco di Navelli nell'Aquilano, aveva risposto picche al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli che aveva invitato alle dimissioni i primi cittadini mobilitati contro caro pedaggi e per la sicurezza delle autostrade A24 e A25. «Non prendiamo lezioni da chi ha creato un danno d'immagine alle infrastrutture abruzzesi mettendo in scena un balletto surreale sulla tenuta dei piloni delle autostrade», aveva dichiarato Federico parlando a nome di molti colleghi del comprensorio aquilano. «Chiedere le dimissioni dei sindaci con argomentazioni retrodatate non fa che mostrare la scarsa attenzione verso la storia del territorio abruzzese, la mancanza di senso delle istituzioni e l'insufficiente conoscenza delle difficoltà che gli amministratori devono affrontare tutti i giorni per portare avanti le loro istanze, a partire da quelle più semplici», aveva aggiunto il sindaco di Navelli. «Il ministro manca di entrare nel merito della questione, strumentalizzando improbabili assenze di proteste da parte dei sindaci che non sarebbero arrivate per chissà quali ordini di scuderia. Ricostruzioni che rimandiamo al mittente, aggiungendo che è ora di essere concreti e prendersi le proprie responsabilità affrontando la questione nei modi e nei tempi giusti, prima che sia troppo tardi».

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