Lo scontro tra Autostrade e Mit sulla revoca della concessione

Aspi critica le indiscrezioni di stampa sul documento tecnico che invoca il ritiro. «Diffuse in modo pilotato». E mette in guardia dai possibili indennizzi.

01 Luglio 2019 12.15
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«Autostrade per l’Italia dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione in relazione al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell’esistenza e dei contenuti della relazione della Commissione ministeriale insediata presso il ministero dei Trasporti (Mit)». Lo si legge in una nota in cui si «contesta il metodo di diffusione alla stampa in modo pilotato e parziale di stralci di tale relazione, prima ancora che essa sia resa nota alla controparte, come è richiesto dal procedimento amministrativo in essere».

AUTOSTRADE PRETENDE IL PAGAMENTO DELL’INDENNIZZO

«I termini della Convenzione prevedono, nella denegata ipotesi di revoca, il pagamento di un cosiddetto indennizzo che corrisponde al giusto valore della concessione, secondo i criteri contrattualmente previsti», ribadisce Autostrade per l’Italia. «La sussistenza di tale obbligo di indennizzo, come riportato dalla stampa, è confermata anche dalla stessa relazione della Commissione», rileva la società.

PER TONINELLI LA REVOCA SARÀ TOTALE

Pronta la replica del ministro Danilo Toninelli. «Il Movimento 5 stelle ritiene che, essendo venuto meno totalmente il rapporto di fiducia nei confronti di un concessionario che si è dimostrato incapace di gestire un bene pubblico, questo deve portare a una evidente revoca delle concessioni perché le relazioni fanno capire come il modello manutentivo applicato sul Ponte Morandi a Genova sia lo stesso applicato su tutti i 3 mila chilometri e la revoca delle concessioni riguarda l’intera rete concessa».

SALVINI: «A PAGARE NON SIANO I LAVORATORI»

Anche il ministro delle Politiche agricole, il leghista Gian Marco Centinaio, ha affondato il colpo, dicendo che sulle concessioni autostradali ad Atlantia «sono favorevole alla revoca se non propongono alternative. Io vorrei alternative. Non difendo nessuno, né Atlantia né tantomeno i Benetton. Prima voglio vedere le carte. Ma il tempo dei no è finito, è tempo di costruire proposte alternative». Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che ha lasciato in anticipo la riunione del Consiglio dei ministri: «Nessuna polemica con Di Maio o altri, abbiamo solo tanto lavoro. Su Autostrade e Benetton, chi ha sbagliato deve pagare, caro e fino in fondo, ma non devono andarci di mezzo migliaia di lavoratori o di piccoli risparmiatori italiani che non hanno colpe. Come per Ilva e Alitalia, non devono essere i lavoratori a pagare per errori di altri».

SALTATO UN ACCORDO TRA COMUNE DI GENOVA E GUARDASIGILLI

Autostrade per l’Italia tra l’altro è al centro di un altro caso politico: la sua presenza nel protocollo tra il Comune di Genova e il ministero della Giustizia per la formazione dei detenuti, secondo qualificate fonti istituzionali, avrebbe fatto saltare la firma del Guardasigilli Alfonso Bonafede (M5s). Il ministro non ha confermato che la causa della mancata firma sta nella presenza di Autostrade tra i soggetti attuatori del protocollo, parlando genericamente di «problemi amministrativi».

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