Avellino, un presepe con due madri nella chiesa di don Vitaliano: «L’inclusività è il nostro futuro»

Redazione
20/12/2023

Il parroco ha attaccato la Chiesa cattolica: «Non di rado pratica l’esclusione». E ha parlato di «luce che deve risplendere anche su queste famiglie colpite da critiche e condanne disumane e antievangeliche».

Avellino, un presepe con due madri nella chiesa di don Vitaliano: «L’inclusività è il nostro futuro»

Don Vitaliano Della Sala, parroco della chiesa di San Pietro e Paolo, a Mercogliano in provincia di Avellino, ha installato un presepe che ha inizialmente stupito i fedeli. Manca, infatti, San Giuseppe. E accanto a Gesù, posto nella mangiatoia, ci sono la Madonna e un’altra mamma. Le due madri nella grotta hanno già diviso i fedeli, tra chi ha apprezzato il gesto di apertura e chi, invece, invoca un ritorno alla tradizione. Il parroco ha sottolineato che ci sono «tanti modi di essere famiglia». E ha anche attaccato alcuni settori della Chiesa che si schierano «contro le famiglie arcobaleno».

Il parroco: «La luce deve risplendere anche su queste famiglie»

Don Vitaliano Della Sala ha spiegato il suo punto di vista sull’ostruzionismo fatto da alcuni settori della Chiesa. Ha scritto su Facebook: «Il loro disprezzo e la loro condanna a prescindere, senza una discussione e un confronto serio e onesto, è la pennellata di tenebra che contribuisce a dipingere la notte del nostro tempo. Perciò ci sono due mamme nel presepe: la luce del Natale quest’anno la vedo risplendere anche su queste famiglie colpite da critiche e condanne disumane e antievangeliche».

Don Vitaliano: «L’inclusione è l’avvenire della Chiesa»

E ha proseguito: «La Chiesa non di rado pratica l’esclusione, relegando ai margini autentici testimoni di Gesù Cristo che urtano il potere, che battono vie nuove, quelle strade su cui subito prendono a camminare gli ultimi, i poveri di Dio, e sulle quali invece inciampano, scandalizzati, i benpensanti. Invece proprio la logica dell’inclusività è l’avvenire della Chiesa: una Chiesa che non emargina, non usa la pesante scure del giudizio contro nessuno, capace di accogliere, di portare tutti in seno». Al post sono arrivati diversi commenti. In tanti hanno apprezzato il gesto, ringraziando don Vitaliano per l’apertura e per il messaggio che ha voluto lanciare. Ma altri hanno parlato di blasfemia e accusato il parroco di voler cambiare la storia: «Almeno il presepe lasciamolo stare».