B-days, giorni cruciali

Redazione
13/12/2010

Si è apre alle nove della mattina del 13 dicembre la “due giorni del giudizio” per il governo di Silvio...

B-days, giorni cruciali

Si è apre alle nove della mattina del 13 dicembre la “due giorni del giudizio” per il governo di Silvio Berlusconi. Dopo un breve incontro con il consiglio dei Ministri per affinare il discorso, che indiscrezioni danno come “alto”, il premier è atteso per le 9 al Senato dove cercherà di convincere il Parlamento che è ancora in grado di guidare il Paese.
Nello stesso pomeriggio, alla Camera, si apre il dibattito sulle mozioni di sfiducia presentate da un lato da Partito Democratico e Italia dei Valori, e dall’altro da Futuro e Libertà,Udc e Alleanza per l’Italia (Api). A seguire la replicare dello stesso premier, a nome del governo.
La resa dei conti, infine, è prevista per il 14 dicembre. Deputati e senatori di Montecitorio e Palazzo Madama devono esprimere il voto definitivo sulla fiducia all’esecutivo, decretandone la fine o tenendolo in vita: i numeri, in entrambi i casi, sono estremamente risicati. Da giorni lo scambio di voti e il passaggio di parlamentari tiene banco sulle cronache: lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini ha parlato di “calciomercato”.

Wsj: «Bossi il vero vincente»

Nel frattempo le attenzioni della stampa internazionale sono concentrate sull’Italia. Il Wall Street Journal il 13 dicembre dedica un lungo articolo a Bossi e alla Lega Nord. «Ha alzato il dito medio durante l’inno nazionale. Chiamato bingo bongo gli immigrati. Chiesto la successione per il Nord. E, in una nazione di cattolici,  dichiarato che la Chiesa finirà nello “scarico della storia”», scrive il quotidiano finanziario. «Ciò nonostante, Umberto Bossi è uno dei politici più importanti dell’Italia: ministro del governo, alleato strettissimo di Silvio Berlusconi e capo del terzo partito politico del Paese. E il voto di fiducia che attende il premier martedì potrebbe allargare il consenso della Lega Nord. Comunque vadano le cose, Bossi ne uscirà vincente».

Financial Times: «L’occasione per mostrare la porta a Silvio Berlusconi»

«Il voto di fiducia di martedì difficilmente produrrà una soluzione duratura e chiara per il futuro politico dell’Italia. Ma darà al legislatore l’opportunità di prendersi le proprie responsabilità e mostrare la porta a Silvio Berlusconi», scrive con insolita durezza il Financial Times, che alle vicende italiane dedica più di un articolo. «Solo così dimostreranno di aver capito il danno che il tycoon ha fatto al Paese in 17 anni di vita pubblica». Nonostante le vittorie elettorali, continua il quotidiano finanziario, Berlusconi non è mai stato in grado di risolvere il proprio conflitto di interessi, e ha promosso leggi che gli garantivano di non essere mai processato, sfruttando la cosa pubblica per il proprio tormaconto». Così, conclude il giornale, «si è dipinto come un uomo dinamico e capace, ma non ha mai dato all’Italia le riforme strutturali necessarie per restaurarne la competitività».

El Pais, un mercato alla luce del sole

«Berlusconi nelle mani dei transfughi», titola invece il quotidiano spagnolo El Pais. «A 48 ore dal voto, quasi nessuno scommetterebbe che Berlusconi sia in grado di trovare i 316 voti necessari alla fiducia», scrive il corrispondente da Roma. «Eccetto, ovviamente, il premier stesso». Ma il quotidiano si fa più duro, aggiungendo. «L’intenzione di Berlusconi è prolungare la proprià immunità di fronte ai giudici, finché l’Alta corte non si pronunci a gennaio sul relativo progetto di legge. Per riuscire a restare al governo, Berlusconi e i suoi da settimane offrono alla luce del sole soldi e incarichi ai membri dell’opposizone che voteranno la fiducia».

Independent: «La fine di un’agonia»

L’emittente britannica Bbc sul proprio sito internet ripercorre le vicende del premier e del governo: «Gli avversari politici ritengono che gli scandali sessuali e la mancanza di una linea politica non lo rendano in grado di guidare l’Italia. Ma il premier sostiene che se dovesse mancargli la fiducia si tornerà al voto. Nessuno, in ogni caso, è in grado di predire come andrà a finire». E sempre da Londra il quotidiano Independent aggiunge: «L’opposizione italiana conta le ore che la separano dal voto di fiducia di domani, quando potrebbe finalmente terminare l’agonia del governo Berlusconi, e relegare il tycoon nell’ombra politica».