Aggredita da una baby gang inglese, muore dopo il coma

Redazione
17/03/2018

«Il papà di Mariam chiede giustizia». La storia di Mariam è stata raccontata su tutti i giornali inglesi, è stata...

Aggredita da una baby gang inglese, muore dopo il coma

«Il papà di Mariam chiede giustizia». La storia di Mariam è stata raccontata su tutti i giornali inglesi, è stata seguita in Egitto, eppure riguarda anche l'Italia. Diciotto anni, studentessa di ingegneria, Mariam Moustafa è una ragazza romana di origini egiziane che è morta dopo essere stata aggredita il 2 febbraio da una baby-gang di ragazzine inglesi, a Nottingham, dopo essere uscita da un centro commerciale. È morta mercoledì 14 marzo in ospedale a causa delle ferite riportate nel pestaggio, dopo oltre trenta giorni di coma.

TRASCINATA PER 20 METRI POI INSEGUITA SUL BUS. La baby gang l'ha prima trascinata per terra di fronte alla fermata, poi quando lei ha cercato di scappare, l'ha seguita su un autobus continuando l'aggressione, fino a provocare l'intervento dell'autista che però è avvenuto quando già la ragazza aveva perso i sensi. Inoltre dopo poche ore dal suo primo ricovero in ospedale, Mariam era stata dimessa: i medici non si erano accorti di un'emoraggia cerebrale che poi le ha causato il coma. Mariam e sua sorella, secondo quanto riporta il Guardian, erano già state attaccate da una baby gang nell'agosto del 2017. Suo padre accusa la polizia di non aver fatto nulla. Questa volta una ragazza del gruppo è stata fermata e poi rilasciata. L'aggressione è stata ripresa con i cellulari e condivisa sui social.

«ROSA NERA». «IL MIO NOME È MARIAM». In Egitto, Paese di origine della famiglia di Mariam è nata una campagna perché venga fatta giustizia, sostenuta anche dall'ambasciata egiziana in Gran Bretagna. Le forze dell'ordine hanno dichiarato alla stampa inglese che non ci sono informazioni che possano far pensare che il pestaggio di Mariam sia un crimine d'odio, cioè che ci sia una motivazione razzista. In Italia, dove Mariam è nata e cresciuta (ad Ostia), alla fine il 17 marzo la Procura di Roma ha aperto una indagine. Il fascicolo, nel quale si ipotizza il reato di omicidio, è stato affidato al sostituto procuratore Sergio Colaiocco.
Dopo il pestaggio, ha raccontato il padre, «era molto triste perché non sapeva perché lo avevano fatto, perchè non conosceva queste persone». Mi ha detto che l'hanno chiamata "Rosa nera" e che lei ha risposto "No, il mio nome è Mariam" e allora hanno iniziato a colpirla». Sull'ipotesi che si tratta di un crimine a sfondo razzista, il papà ha aggiunto: «Non posso dire qualcosa del genere. Per ora non ho risposte ma la mia domanda è: perché?»