Maurizio Bongioanni

Balon Mondial 2014, gli immigrati alla Coppa del mondo di calcio

Balon Mondial 2014, gli immigrati alla Coppa del mondo di calcio

26 Giugno 2014 08.00
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C’è un Mondiale dove il Marocco batte l’Argentina e l’Afghanistan maltratta il Libano. E la Polonia non resta a guardare seduta in poltrona.
Si chiama Balon Mundial ed è la Coppa del mondo di calcio dei migranti di Torino.
Milleduecento giocatori provenienti da 30 Paesi diversi e divisi in 40 squadre (non solo formate da uomini) si contendono il titolo. Anche se alla fine la vittoria, è proprio il caso di dirlo, è la partecipazione al torneo, che poi è un vero e proprio festival dello sport.
Il suo valore è, infatti, la multietnicità che trasforma il calcio in uno strumento di integrazione e aggregazione tra persone provenienti da ogni parte del mondo e che per i fatti della vita si sono ritrovate tutte a vivere nel capoluogo piemontese.
A TORINO 140 MILA STRANIERI. Torino, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Archivio anagrafico del Comune, ospita 140 mila stranieri registrati ufficialmente sui circa 900 mila abitanti.
La comunità straniera più rappresentata a Torino è quella romena (55 mila circa), seguita da quella marocchina (19 mila), peruviana (9 mila), cinese (7 mila) e albanese (6 mila).
Ecco perché la città ha ospitato l’ottava edizione del Balon Mundial, quasi in contemporanea con il Mondiale in Brasile (le partite sono però nel weekend).
TORNEO INIZIATO IL 7 GIUGNO. Mentre gli occhi degli sportivi sono concentrati Oltreoceano, a Torino ci sono, tra le altre squadre, Ghana, Congo, Burkina Faso, Senegal, Afghanistan, Marocco, Perù, Ecuador, Bolivia, Libano, Polonia, Romania e India. Ma c’è pure il team Ius soli e Khorakhanè (musulmani del Kosovo).
E solo in questa particolare manifestazione, che ha preso il via il 7 giugno, è stato possibile assistere alla vittoria, nell’ultima giornata del girone di qualificazione, del Marocco sull’Argentina (3-1), dell’Afghanistan sul Libano (2-0) e della Polonia sul Perù (3-0).

Niente tassa d’iscrizione: in palio c’è solo il prestigio

Dietro l’organizzazione del Balon Mondial c’è l’omonima associazione di volontariato, la prima onlus sportiva in Piemonte. Sono loro che da otto anni gestiscono il campionato di calcio per stranieri.
A differenza del Mondiale vero e proprio, però, in questa Coppa del mondo alle squadre non è richiesta la quota d’iscrizione, anche perché in palio non c’è un montepremi (la finalissima è il 6 luglio). Ma a tutti viene fornito un kit tecnico composto da maglia, pantaloncini e calzettoni.
«È un campionato di non professionisti, non si vince nulla di materiale se non il prestigio», spiega a Lettera43.it Tommaso Pozzato, presidente dell’associazione.
CREARE BUONI CITTADINI. Il torneo ha un obiettivo preciso: sviluppare lo «spirito di coesione» e per questo è «molto sentito dalla comunità torinese», senza dimenticare che l’organizzazione «si basa solo sul volontariato». Infatti, «le partite si giocano su campi messi a disposizione dalle società sportive», come precisa Pozzato.
Dunque, non solo sport, ma anche educazione civica. «Vogliamo affermare», continua Pozzato, «che l’educazione dello sport, al di là della prestazione agonistica, non sia solo in grado di creare ottimi atleti, ma ponga le basi per la creazione di un buon cittadino, pronto a confrontarsi con il mondo del lavoro».
FIGURINE, FOTO E SPONSOR. Ma attenzione, perché tutto ricorda il Mondiale, quello vero e proprio. C’è l’album delle figurine con tutte le squadre, i fotografi e le radiocronache multilingue.
Tra gli sponsor, invece delle multinazionali impegnate in Brasile, ci sono le istituzioni (Regione, Comune e Circoscrizione), ma pure SlowFood, Arci, Radio Flash e Uisp.
Sugli spalti però ci sono soprattutto «amici, parenti e fidanzate» dei giocatori, anche se Pozzato ammette che c’è «molta partecipazione».
I SURVIVORS FAVORITI. Chi vincerà? La favorita è la squadra dei Survivors, quella composta da rifugiati politici e richiedenti asilo: «Anche questa volta sono già matematicamente passati alle fasi finali».
Insomma, se il Brasile è il grande favorito nel Mondiale di casa, a Torino sono altri quelli candidati alla vittoria. Ma c’è un curioso parallelo tra i due tornei. La Bosnia Erzegovina ha esordito nella Coppa del mondo 2014 così come nel Balun Mondial. «Ma noi abbiamo la squadra femminile», dice Pozzato. Che aggiunge: «Sicuramente una delle favorite per la vittoria».

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