Le difficoltà degli "altri Balotelli" nell'Italia di Salvini

Le difficoltà degli “altri Balotelli” nell’Italia di Salvini

23 Febbraio 2019 14.00
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Li hanno definiti i nuovi Balotelli: sono i figli di immigrati che cercano di farsi strada nel calcio italiano. Dietro i loro successi, o i loro fallimenti, ci sono percorsi fatti di difficoltà, sacrifici e, a volte, sofferenze. Vi raccontiamo sei storie, diverse tra loro, per mostrare le facce di un sistema, quello del pallone, che cerca di adeguarsi – a fatica – a una società che sta rapidamente cambiando ma che politicamente non progredisce. L'affossamento di una legge sullo ius soli non ha permesso ai ragazzi italiani di seconda generazione di far parte delle nazionali di calcio, anche se una norma datata 2016 prevede il diritto al tesseramento nelle federazioni sportive agonistiche anche per i minori in Italia almeno dal compimento del decimo anno d'età. Ma fino ai 18 anni la cittadinanza italiana resta una chimera.

MBAYE DIAGNE: DALLA JUVENTUS AL SUCCESSO COL GALATASARAY

Mbaye Diagne è nato a Dakar il 28 ottobre 1991 e di professione fa il calciatore. Il suo nome è salito alla ribalta nazionale della stampa specializzata per il trasferimento alla gloriosa squadra turca del Galatasaray. Mbaye lasciò il suo Paese a 18 anni per raggiungere suo padre che dal 2003 era emigrato in Italia e risiedeva in Piemonte; il sogno del giovane senegalese era sempre stato quello di giocare a calcio da professionista. Suo padre era convinto che qui il ragazzo avrebbe trovato le giuste opportunità per mettersi in luce.

Nel 2011 Diagne ha cominciato a giocare con la formazione dilettantistica della Virtus Brandizzo, in Prima Categoria, mettendosi subito in luce con 27 reti segnate nell’arco della stagione. La scalata, da quel momento, fu così rapida che, dopo aver conquistato a suon di gol la promozione in Lega Pro con la maglia del Bra, formazione del Cuneese, fu notato e acquistato dalla Juventus. Non ha mai esordito con la maglia bianconera, ma il club decise di mandarlo a giocare in prestito all’estero, per provare le sue qualità di cannoniere nelle prime divisioni di campionati meno impegnativi di quello italiano, vista la sua esperienza limitata alle serie dilettantistiche. Dopo la breve esperienza all’Ajaccio, allenato dall’ex juventino Fabrizio Ravanelli, Mbaye passò prima ai belgi del Lierse, poi ai sauditi dell’Al-Shabab, per finire nuovamente in Belgio al Westerlo. La Juventus lo ha ceduto a titolo definitivo agli ungheresi dell’Ujpest nel 2015 e, dopo 11 reti in 14 presenze nel massimo campionato magiaro, è stata la volta dell’esperienza in Cina per Mbaye Diagne, con la maglia del Tianjin Teda.

Il Galatasaray ha comprato Diagne per la 10 milioni di euro, facendogli sottoscrivere un contratto di quattro anni, con un ingaggio a salire fino a 2,4 milioni

Dall’estremo oriente, nel 2017 il passaggio ai turchi del Kasimpasa, formazione del distretto Beyoglu di Istanbul: qui è arrivato a realizzare, dall’inizio della stagione 2018-2019, 20 gol nelle prime 17 giornate di campionato: numeri che non hanno attirato l'interesse del Galatasaray, la squadra più blasonata e importante del calcio turco, che l’ha acquistato nell’ultimo giorno della finestra di mercato di gennaio 2019 per la cifra di 10 milioni di euro, facendogli sottoscrivere un contratto di quattro anni, con un ingaggio a salire fino a 2,4 milioni di euro per le ultime due stagioni. La crescita esponenziale del giovane figlio di immigrati in Italia non ha lasciato indifferente nemmeno il commissario tecnico della nazionale Aliou Cissé che lo ha convocato per la prima volta a settembre 2018, facendolo esordire con la maglia del Senegal contro il Madagascar.

OMAR NATAMI: IL MAROCCHINO CON PROBLEMI DI TESSERAMENTO

Ma quella di Mbaye Diagne non è una storia isolata. Il nome di Omar Natami è stato portato a esempio da La Gazzetta dello Sport nel 2013 per sostenere la necessità di una legge più moderna che consenta ai figli degli immigrati nati in Italia di ottenere la cittadinanza, condizione imprescindibile nel calcio e nello sport in generale per essere convocati nelle rappresentative nazionali. Ma il problema non è legato solamente all’eleggibilità: da quando ha iniziato a giocare a calcio a 8 anni, Omar, nato in Italia da genitori marocchini, è stato considerato uno straniero e, come tale, ha avuto sempre problemi nel tesseramento per le società giovanili in cui ha militato, nella provincia di Arezzo dalla quale proviene: documenti che non si trovavano, interminabili file negli uffici, tra continui disguidi e attese deluse. La conseguenza della farraginosa burocrazia era perdere le prime partite del calendario, ma anche di svolgere la preparazione nel terrore dei suoi dirigenti poiché senza tesserino non c'è copertura assicurativa. Diventato finalmente italiano al compimento del 18esimo anno, Omar si è costruito una carriera da calciatore in Lussemburgo e oggi milita nel Jeunesse d’Esch.

SHAQIR TAFA: FIGLIO DELL'IMMIGRAZIONE ALBANESE

Shaqir Tafa è, invece, uno dei figli dell’immigrazione albanese. Suo padre Ejup ha lasciato l’Albania nel 1994 per cercare lavoro in Italia e, dopo qualche anno di sacrifici, si è fatto raggiungere dalla moglie e dalle tre figlie a Fondi. È qui che nel 1998 è nato Shaqir; dopo i traslochi a Portogruaro, e a Belfiore, in provincia di Venezia, il quartogenito della famiglia Tafa ha iniziato a giocare a calcio nella squadra locale del Liventina Gorghense. Nel 2014 è arrivato il grande salto nel calcio che conta con l’ingresso nel settore giovanile del Palermo; Tafa ha esordito da professionista al Monopoli, in prestito dai rosanero, e nella stagione 2018-2019 milita nel Cuneo, in Lega Pro. Nell’ottobre del 2017 è arrivata per lui anche la chiamata della nazionale Under 21 albanese.

EMANUELE NDOJ: NATO IN ITALIA E ARRIVATO ALLA NAZIONALE D'ALBANIA

La vicenda di Emanuele Ndoj, classe 1996, è molto simile a quella di Shaqir Tafa. Anche lui è nato in Italia, precisamente a Catania, da genitori albanesi immigrati nel nostro Paese; la sua carriera è stata fino a oggi brillante: dal settore giovanile del Padova, dove ha iniziato, è passato a quello prestigioso della Roma. I giallorossi l’hanno poi ceduto al Brescia, in Serie B, dove è al terzo anno in pianta stabile nella prima squadra, con 58 presenze all’attivo. Dopo aver compiuto tutta la trafila dall’Under 17 in avanti, Ndoj è stabilmente nella nazionale maggiore dell’Albania.

GODFRED DONSAH: DAL PADRE SUL BARCONE AI GUAI COL PERMESSO

Era il 2007 quando Godfred Donsah ha visto suo padre Tachi partire dal Ghana e camminare un mese nel deserto prima di salire su un barcone per il suo viaggio della speranza, da Tripoli a Lampedusa, con l’obiettivo di garantire un futuro dignitoso ai suoi quattro figli. Con il duro lavoro nelle piantagioni di cacao, infatti, Tachi Donsah non riusciva a garantire cibo e istruzione alla sua famiglia. Grazie al calcio, Godfred ha potuto riabbracciare suo padre otto anni dopo averlo visto partire per lavorare nelle piantagioni di pomodori e arance tra la Puglia e la Campania e spedire alla famiglia i pochi soldi guadagnati: notato da alcuni osservatori in Ghana, infatti, il 15enne calciatore è stato invitato in Italia per un provino con il Como e con il Palermo, prima di essere rispedito in patria perché sprovvisto del permesso di soggiorno. Nel 2013, però, il Verona lo ha chiamato nuovamente in Italia per farlo entrare nella Primavera e da lì è iniziata la sua carriera da professionista. Ha già collezionato 61 presenze in Serie A con le maglie di Verona, Cagliari e Bologna.

EDDIE SALCEDO: GENITORI COLOMBIANI E UNDER 19 AZZURRA

Nato a Genova da genitori colombiani, Eddie Salcedo è uno dei talenti più interessanti per il futuro del nostro calcio, anche in ottica Nazionale. Ha mosso i suoi primi passi nella stessa scuola calcio di Pietro Pellegri, suo coetaneo e attualmente in forza al Monaco: insieme con lui è stato poi ingaggiato dal Genoa. Nel suo modo di giocare è stato paragonato ai colombiani Faustino Asprilla e Luis Muriel: come loro, combina velocità e fantasia, il tutto abbinato a un buon piede. Classe 2001, ha già fatto il suo esordio in Serie A con i rossoblù nella stagione 2017-2018, mentre l'anno dopo è andato è in prestito all’Inter: per ora gioca nella formazione Primavera, ma non è difficile immaginare per lui un prossimo passaggio nella rosa di prima squadra. Nel frattempo, Salcedo è già stato convocato nella nostra nazionale Under 19.

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