L’appello di Unhcr, Oim e Unicef all’Ue per l’istruzione ai bambini migranti

In un dossier delle tre agenzie dell'Onu si invitano i paesi europei a una maggiore integrazione scolastica dei minorenni compresi i rifugiati e i richiedenti asilo.

11 Settembre 2019 09.57
Like me!

Le tre agenzie delle Nazioni Unite, Unhcr, Oim e Unicef hanno chiesto agli Stati europei uno sforzo maggiore per assicurare a tutti i minorenni migranti, rifugiati e richiedenti asilo l’accesso all’istruzione di qualità e garanzie per il proseguimento del percorso accademico. In una nuova pubblicazione hanno descritto le barriere che bambini e adolescenti incontrano nell’accesso all’istruzione in Europa, sottolineando che il numero di quelli nati fuori dall’Europa (compresi i minorenni rifugiati e migranti arrivati di recente) che abbandonano la scuola precocemente è quasi doppio rispetto a quelli nati nel vecchio continente. I minorenni migranti conseguono inoltre risultati scolastici più bassi quando non viene dato loro il supporto adeguato.

COSA NON FUNZIONA NELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA

Tra le sfide principali sottolineate nel rapporto ci sono le risorse economiche insufficienti; pochi spazi scolastici o insegnanti non adeguatamente formati per lavorare con minorenni rifugiati e migranti; barriere linguistiche; la mancanza di sostegno psicosociale e classi di recupero limitate. Queste ultime sono vitali per i bambini che non sono andati a scuola per periodi prolungati o che provengono da sistemi scolastici differenti. I bambini in età da scuola pre-primaria (3-5 anni) e da secondaria superiore (dai 15 anni) sono particolarmente vulnerabili all’abbandono scolastico, poiché spesso non sono compresi nel campo di applicazione della legislazione nazionale sull’istruzione obbligatoria. Per aiutare gli Stati a rispondere a queste sfide e alla mancanza di dati cruciali, la pubblicazione fornisce degli esempi di pratiche buone e promettenti per l’istruzione in Europa e riporta una serie di raccomandazioni.

UN IVESTIMENTO PER I GIOVANI E LE COMUNITÀ IN CUI VIVONO

«Per i minorenni rifugiati, l’istruzione non è solo vitale per il loro futuro ma anche per quello delle comunità in cui vivono. Un’istruzione di qualità accresce le opportunità di successo, facilita l’integrazione ed è vantaggiosa tanto per lo studente quanto per la società. Investire nell’istruzione per tutti è uno dei migliori investimenti che un Governo possa fare», ha dichiarato Pascale Moreau, direttrice Unhcr del Bureau per l’Europa. Le agenzie chiedono agli Stati di rafforzare il legame tra scuole e altri importanti servizi pubblici, come quello sanitario e di protezione dell’infanzia, perché vengano superate le barriere per l’iscrizione a scuola e i fattori che contribuiscono a un precoce abbandono scolastico. La pubblicazione raccomanda inoltre l’adozione di misure che rendano più efficace l’accesso ai servizi per l’istruzione della prima infanzia e che promuovano l’integrazione dei giovani nell’istruzione secondaria superiore e nei programmi di formazione.

LA FOTOGRAFICA DELL’ITALIA

In Italia, dove le statistiche nazionali sull’istruzione distinguono solo tra cittadini italiani e non italiani, nell’anno scolastico 2016-2017 erano registrati 634.070 bambini non italiani, pari al 9,5% del totale degli iscritti. Il 46% dei non italiani era iscritto alla primaria, il 26% alla secondaria inferiore e il 29% alla secondaria superiore, mentre non ci sono dati sull’istruzione pre-primaria. Tra tutti i bambini non italiani nel sistema scolastico, il 77% (487.748) era costituito da cittadini non europei; tra gli adolescenti rifugiati e migranti (che hanno risposto al sondaggio condotto a fine 2017 sulla piattaforma Unicef U-Report on the Move) il 49% frequentava solo lezioni di lingua italiana, mentre solo il 30% le lezioni regolari, con grande differenza tra le zone. Inoltre, in un sondaggio più recente l’86% dei rispondenti ha dichiarato che avrebbe voluto accedere a corsi di formazione, ma pochissimi hanno avuto accesso a queste opportunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *