Bambino Gesù, accordo tra Italia e Santa Sede sul nuovo spazio: sarà nell’area Forlanini

Valentina Sammarone
08/02/2024

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al termine della firma con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa, evidenziando come sia un esempio di come la politica debba occuparsi di questioni importanti e serie.

Bambino Gesù, accordo tra Italia e Santa Sede sul nuovo spazio: sarà nell’area Forlanini

La dichiarazione d’intenti firmata nella giornata dell’8 febbraio tra l’Italia e la Santa Sede riguardo alla nuova sede del Bambino Gesù è frutto di un lavoro congiunto durato un anno. Questo è quanto affermato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al termine della firma con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato. Mantovano ha spiegato che l’accordo rappresenta il primo passo formale di un percorso che si spera di concludere entro il 2030, e che è il risultato della volontà comune di fornire spazi adeguati per i bambini con gravi patologie, le loro famiglie, i medici e la ricerca.

Mantovano: «La politica si deve occupare di cose serie»

Ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, evidenziando come sia un esempio di come la politica debba occuparsi di questioni importanti e serie. Secondo gli accordi, l’area dell’ex ospedale Carlo Forlanini di Roma è stata individuata come uno dei luoghi più idonei per la nuova sede del Bambino Gesù. Il Vaticano comprerà l’area del Forlanini, mentre sarà l’Inail a costruire l’immobile del nuovo polo ospedaliero. La Santa Sede pagherà poi un affitto alla stessa Inail. Come avviene per l’attuale ospedale al Gianicolo, l’area avrà un’immunità di tipo extraterritoriale, come previsto dal Trattato del Laterano. Inoltre, la dichiarazione fa riferimento all’avvio di un confronto tra le parti sulla destinazione della sede storica di Sant’Onofrio, prevedendo anche il diritto di prelazione a favore dello Stato italiano. Alla firma dell’accordo erano presenti il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il presidente dell’ospedale, Tiziano Onesti.