Cosa sappiamo sul bambino ucciso in casa a Milano

Un bimbo di due anni trovato senza vita in un appartamento in via Ricciarelli. A chiamare i soccorsi è stato il padre. Fermato poche ore dopo ha confessato l'omicidio: «Non riuscivo a dormire e l'hoi picchiato».

22 Maggio 2019 08.50
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«Non riuscivo a dormire, mi sono alzato dal letto e l'ho picchiato». È questa l'unica, assurda spiegazione che gli investigatori sono riusciti a raccogliere da Aliza Hrustic, l'uomo di 25 anni che ha ammesso di avere ucciso il proprio bambino di due anni nel suo appartamento in via Ricciarelli 22, nella periferia ovest di Milano. Hrustic, nato a Firenze ma di origini croate, è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal maltrattamento e dalla minore età della vittima, il terzo figlio che aveva avuto da sua moglie Silvija Z., una croata di 22 anni che è incinta.

LA CHIAMATA PER DIRE CHE IL BIMBO STAVA MALE

Attorno alle 5 l'uomo ha chiamato il centralino del 112 dicendo all'operatore sanitario che il bambino stava male, che aveva problemi respiratori. In sottofondo si sentiva il pianto della madre. Quando i paramedici sono arrivati sul posto c'era solo lei, col volto stravolto dal dolore, che ha subito indicato il marito come autore dell'omicidio. Intanto Hrustic è scappato portando via con sé le due figlie che hanno tre e poco più di un anno (il quarto figlio, il maggiore, si trova in Croazia). Ha vagato per poco prima di trovare rifugio a casa di un conoscente in via Manzano 4, in zona Giambellino.

L'UOMO SI È CONSEGNATO SENZA OPPORRE RESISTENZA

Gli agenti della Squadra mobile lo hanno individuato già alle 12.30, quando si sono presentati alla sua porta non ha opposto resistenza e ha ammesso la sua responsabilità. «Non è stato in grado di spiegare precisamente cosa gli è venuto in mente in quel momento» – ha detto il capo della Mobile, Lorenzo Bucossi – «Non sappiamo se il bambino stesse piangendo, ha solo raccontato che non riusciva a dormire e che aveva assunto hashish. Si è alzato e, in preda a un accesso di rabbia incomprensibile, lo ha picchiato a morte». Gli investigatori non indugiano sui particolari, si limitano a dire che sul corpo del piccolo erano evidenti i segni delle percosse. Sarà comunque l'autopsia a chiarire la causa del decesso. Inoltre, aveva i piedi fasciati singolarmente (non legati come riferito in un primo momento) ma anche su questo punto bisognerà attendere l'esame autoptico. Per quanto ricostruito finora, sembra che si sia fatto male camminando sui vetri nei giorni scorsi. «Appena ho saputo sono andato a cercarlo in via Bolla, perché sapevo che abitava lì. Se lo avessi trovato prima della polizia lo avrei ammazzato, non c'è dubbio», ha raccontato Bardo Secic, prozio di Hrustic (quest'ultimo ha un precedente risalente al 2016 per riciclaggio e non risulta abbia avuto altre denunce per violenze). «Si merita l'ergastolo. È un tipo irascibile e violento, la mia famiglia non gli parla da due anni, da quando mi ha aggredito senza motivo colpendomi alla testa con la fibbia della cintura. Ho ancora la cicatrice. Avrei voluto conoscere il mio nipotino ma non ho fatto in tempo».

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