Banca mondiale, diseguaglianze sociali in crescita

12 Ottobre 2014 19.55
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Le diseguaglianze sociali nel mondo sono in aumento, e questo
dato mette a rischio gli obiettivi fissati dalla comunità
internazionale per sconfiggere la povertà, con l’epidemia dell’ebola che non aiuta. Anzi,
al di là della tragedia umana, sta avendo effetti «devastanti»
anche sul fronte economico e sociale.
«AZIONE COORDINATA». È l’allarme
lanciato dalla Banca mondiale, che ha rivolto un appello a tutti
i Paesi, sviluppati e in via di sviluppo, perché agiscano sempre
più insieme nel mettere a punto le giuste politiche. «Sono
essenziali un’azione coordinata e un sostegno finanziario per
contenere e mitigare l’impatto diretto e di lungo termine
della crisi», si legge nel documento finale del Development
committee riunitosi a Washington.
Perché, come ha sottolineato nel suo intervento il governatore
di Bankitalia, Ignazio Visco, «le diseguaglianze sono salite a
livelli senza precedenti». Non solo tra Paese e Paese, ma
all’interno dei singoli Paesi, dove «sono aumentate le
diseguaglianze di reddito», e dunque gli squilibri sociali, con
tutte le conseguenze negative del caso sul fronte dello sviluppo,
anche economico.
«AUMENTARE I REDDITI». Ecco allora che la
priorità dei governi deve essere innanzitutto quella di
«aumentare i redditi, essenziale per sfuggire alla povertà».
Ma solo questo non basta. Il governatore di Bankitalia ha
sottolineato come sia fondamentale anche «affrontare gli aspetti
non legati al reddito, come la mancanza di accesso
all’energia elettrica, alla sanità, all’acqua e
all’istruzione primaria».
Visco ha quindi invitato tutti a puntare sull’istruzione e
sulle riforme del mercato del lavoro, a partire dalla formazione:
«Non solo per i giovani», ha sottolineato, «ma anche tramite
un processo di formazione continua». Perché in un contesto che
cambia rapidamente, ha spiegato, non bisogna puntare solo sulla
specializzazione, «ma piuttosto consentire ai lavoratori di
essere più flessibili di fronte ai cambiamenti e acquistare
nuove professionalità in base alle necessità» del mercato del
lavoro.
INCENTIVI ALLE IMPRESE PER CREARE LAVORO.
Infine, c’è lo strumento degli incentivi alle imprese che va
recuperato, ma utilizzandolo soprattutto come leva per creare
posti di lavoro e posti di lavoro di qualità. Senza
sottovalutare la necessità di politiche di crescita che siano
sempre più sostenibili dal punto di vista ambientale.
Nei loro interventi i numeri uno di Banca mondiale e Fondo
monetario internazionale hanno quindi insistito sul bisogno di
dare la giusta risposta all’emergenza ebola, i cui effetti
vanno al di là dei morti, provocando danni enormi
all’economia. «Non abbiamo scelta, dobbiamo agire in fretta
per fermare l’epidemia, ma senza isolare questi Paesi», è
stato il monito del presidente della Banca mondiale Jim Yong
Kim.
Parole a cui hanno fatto eco quelle della direttrice generale del
Fmi, Christine Lagarde, che ha invitato «a non terrorizzare il
mondo rispetto ai Paesi africani che stanno vivendo il dramma
dell’ebola»: «L’epidemia va fermata, contenuta. Ma
dobbiamo aiutare il più possibile le nazioni che stanno vivendo
questo dramma anche continuando a lavorare e a commerciare con
loro».

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