Vincenzo Imperatore

Il top manager dà ordini errati? In banca paga solo chi li esegue

Il top manager dà ordini errati? In banca paga solo chi li esegue

Negli istituti di credito nessuno si chiede perché si è sbagliato e come. Le strategie arrivavano dall’alto, il doverle applicare dagli Area manager ma vengono puniti e licenziati sempre solo gli ultimi della scala gerarchica bancaria.

21 Giugno 2019 09.00

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«Cambia tre abitudini all’anno e otterrai risultati fenomenali». Magari è l’esercizio che in Unicredit sta tentando di fare con grande fatica il generale Jean Pierre Mustier, senza peraltro essere ascoltato dai suoi colonnelli che, cosi come ribadito su queste colonne, rappresentano i veri portatori di una cultura malata e dannosa. Il vero tumore da estirpare per iniziare un processo di cambiamento culturale e comportamentale è il livello manageriale intermedio rappresentato dai cosiddetti Area manager, moderni kapò di un esercito di disillusi.

Se gli ultimi dati Bankitalia ci dicono che i ricavi delle banche nel 2018 sono stabili e gli utili in salita, posso assicuravi che i risultati non sono frutto di un cambiamento

Infatti, se gli ultimi dati Bankitalia ci dicono che i ricavi delle banche nel 2018 sono stabili a 82 miliardi e gli utili in salita del 2%, posso assicuravi che i risultati non sono frutto di un cambiamento. Soprattutto perché gli utili sono stati realizzati con una spending review tutta a carico dei lavoratori con interventi pari a 2,2 miliardi (-7,2%) in meno sui costi del personale, da 30,7 a 28,5 miliardi. Costi che scendono da 56,8 a 54,8.

BANCHE FERME DA 10 ANNI

In banca le pratiche e le abitudini sono sempre le stesse. Come se fossimo fermi a 10 anni fa, pagano sempre gli ultimi. «Io so e ho le prove», dicevo nel mio primo libro, quello della denuncia ai più blasonati istituti di credito italiani. «Io so e ho le prove» posso ancora affermare in merito alle premesse sinora fatte, in merito a quanto voglio raccontarvi oggi. Come si fosse in una società qualunque, anche in banca c’è un preciso e ferreo organigramma. C’è chi legifera e stabilisce piani strategici, chi si occupa che le leggi e le strategie siano applicate e chi deve applicarle. Insomma, chi decide e chi mette in pratica ciò che altri hanno deciso. C’è uno scarto sostanziale, tenetelo a mente.

L’AREA MANAGER, LA SENTINELLA CHE FA RISPETTARE LE DIRETTIVE

A stabilire le direttive, la linea guida è il Top management. I mega direttori galattici direbbe Fantozzi, le figure dirigenziali più alte. Troviamo poi gli Area manager, gli intermedi. Questi ultimi sono quelli che vigilano, che pressano, che “molestano” (perdonatemi il termine, è forte per darvi la sensazione) affinché ciò che è stato deciso venga messo in pratica. Gli intermedi non ascoltano ragioni, pretendono dai loro sottoposti che le direttive siano applicate con ferocia e per farlo creano un’atmosfera tesa, un clima asfissiante. Il Low management (direttori di filiale e consulenti) è accerchiato e spinto in condizioni estreme. Il raggiungimento del budget e degli obiettivi diventa maniacale attraverso pratiche da lavaggio dei cervelli.

Il plagio psicologico è perseguito attraverso mail incessanti e insistenti, chat personalizzate, ricorrenti dati aggiornati, report sugli andamenti.

Quelli che oggi ho deciso di chiamare ultimi sono continuamente raggiunti da messaggi di controllo del pensiero. Il plagio psicologico è perseguito attraverso mail incessanti e insistenti, chat personalizzate, ricorrenti dati aggiornati, report sugli andamenti. Molto è detto soprattutto a voce, perché le parole non lasciano tracce, nessuno può “screenshottarle”. E sono gli stessi sindacati a denunciarlo, come si evince dal volantino sindacale recapitatoci da fonte anonima

LA PRESSIONE SUGLI ULTIMI CHE INDUCE A FARE ERRORI

Non puoi stimare, supporre, ritenere, devi applicare assolutamente! Ma quando non hai il tempo di pensare, sapete cosa succede? Sbagli. La fretta, la pressione e il lavacro inducano all’errore. L’errore degli ultimi. Gli unici che saranno puniti. Ti chiedono (ti impongono) di vendere prodotti ad alta marginalità, ad alto profitto per la banca. Per vendere questi prodotti, devi disinvestire i vecchi. Lo fai. Magari sbavi per l’urgenza, la furia, l’aggressività, qualche piccolo premio.

SE RISPETTANDO GLI ORDINI SBAGLI, LA COLPA RICADE SU DI TE

A un certo punto mamma banca si accorge dell’errore. Ti accusano di non aver rispettato la durata naturale del vecchio prodotto disinvestito, quindi sei fuori. Ti mandano a casa cosi come fatto con un direttore di una piccola filiale che, continuando a utilizzare tecniche di vendita basate sulla omissione (ricordate il mantra che mi ripeteva il mio direttore generale? «In banca non si dicono bugie ma si omette») ha ricevuto le suddette contestazioni dopo aver semplicemente eseguito gli ordini del suo area manager!

IN BANCA SI SACRIFICANO SEMPRE SOLO I SACRIFICABILI

Mamma banca utilizza queste metodologie per puntare il dito contro chi ha commesso l’errore. Nessuno, infatti, si chiede perché, perché si è sbagliato, da dove arriva all’errore. Arriva dall’alto, le strategie arrivavano dall’alto, il doverle applicare dai mediani ma pagano gli ultimi. Lo scarto è sostanziale ma non frega a nessuno. Hanno scelto chi licenziare, chi mandare a casa, il sacrificabile. Mandare a casa chi non ha fatto altro che applicare gli ordini. I ricavi (utili – costi) restano postivi per il sacrificio degli ultimi. Risultati fenomenali senza cambiare abitudini.

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Commenti: 2

  1. l'anello della catena 21 Giugno 2019 09:57

    E’ accettabile e umano questo discorso.
    E se invece è l’ azionista il problema? l’ ingordigia dell’azionista

  2. l' anello della catena II 21 Giugno 2019 10:00

    cioè perchè il top manag. dà ordini errati? forse perchè anche lui tende ad essere manovrato come uno venditore di aspirapolveri qualunque? e perchè si fa intortare anche lui che è top? forse perchè non è top ma è un ingorante??
    grazie, complimenti per l’articolo

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