Banche centrali, sempre meno indipendenti e più politiche

La Fed, complice la campagna elettorale per il 2020, ha perso la sua autonomia. E dalla Bce arriva un segnale chiaro: l'arrivo di Christine Lagarde al posto di Mario Draghi certifica un ruolo sempre meno tecnico di Francoforte. Ma il gioco è pericoloso.

19 Luglio 2019 13.27
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La società in cui viviamo è figlia dell’Illuminismo. Abbiamo elevato il sapere al massimo rango dei valori, spingendo nell’oscuro angolo della superstizione molte delle pietre angolari su cui poggiava la società prima di Darwin e della Rivoluzione industriale.

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QUANDO LA CULTURA SOSTITUÌ LE SCRITTURE

La struttura sociale è divenuta sostanzialmente atea, le leggi degli uomini hanno dovuto adeguarsi a un approccio più immanente e meno trascendente della giustizia. Ma ora cosa facciamo con le paure, le ansie e tutte quelle cose che hanno spinto gli esseri umani a inventarsi le religioni? Le contraddizioni logiche del Vecchio Testamento non ci persuadono più, ma i dubbi, i dilemmi e le paure umane che trovavano conforto nella fede, dove possono trovare pace? Il senso della vita, la consolazione, il senso di giusto e sbagliato, il senso di comunità da dove arriverà? La risposta illuminista è dalla filosofia, dalla storia, dalla letteratura, dal teatro, dalla poesia… si può trovare tutto, lì dentro: consolazione, senso della vita, della comunità, in pratica la cultura può sostituire le Scritture.

Matteo Salvini e Giuseppe Conte.

IN PRINCIPIO FURONO CONSERVATORI E RIFORMISTI

È una diversa forma di religione, una Chiesa senza un dio, centrata sulla Fisica e che rifugge la Metafisica. «L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità. Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo», diceva Kant. In questo nuovo contesto si sono formate due principali posizioni politiche: i conservatori e i riformisti. La mediazione fra le due posizioni è stata il motore dello sviluppo sociale. I conservatori hanno spesso fatto sponda su concetti come famiglia, tradizione e sulla Chiesa per rallentare e gestire i cambiamenti che i riformisti reclamavano a gran voce. Ma è innegabile che qualcosa è andato storto in questo disegno.

Marine Le Pen, leader di Rassemblement National.

LA METAMORFOSI DELLA DESTRA IN POPULISMO

Posizionando convenzionalmente a destra e a sinistra le due istanze, si è generato alla lunga un equivoco e oggi molti, che non sentono proprie le istanze di sinistra, pensano di trovare le risposte in una destra che – sebbene non se ne siano accorti – non è più conservatrice, ma solo populista: i conservatori sono sempre stati tipicamente sospettosi verso le personalità ingombranti, le guardano con diffidenza, non amano ciò che porta i germi di una rivoluzione, ma Donald Trump, Vladimir Putin, Viktor Orban, Matteo Salvini, Marine Le Pen, il movimento per la Brexit, Jair Bolsonaro non sono conservatori, per certi versi sono semmai l’esatto opposto: pronti a rompere con le istituzioni, con le consuetudini più consolidate, spesso protagonisti di vite private dissolute, evocano la famiglia tradizionale solo come randello per dileggiare o ostracizzare socialmente delle minoranze, e gestiscono le relazioni diplomatiche con toni di minaccia: più che tendere la mano, la chiudono a pugno.

ALLA RICERCA DI UN NEMICO

Questo equivoco si è unito al vuoto lasciato dalla fede nell’assegnare risposte a chi soffre, e raccolto da chi assegna le colpe a nemici esterni che riesce a creare ad arte. E mentre accettare la volontà divina comportava dare per scontato che nel mistero ci fosse un disegno intriso di una bontà a noi invisibile, lo scarico di colpe su Bruxelles, il Bilderberg, la Germania o generici poteri forti include invariabilmente che siano animati da cattive intenzioni.

Jerome Powell, capo della Fed, con Donald Trump.

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La miscela di tutto questo è giunta oggi a far mettere in discussione molti dei punti fermi della società occidentale come la Nato e la cooperazione internazionale per la crescita che è stata sostituita: i partner commerciali sono nemici, e si può considerare di incamerare dei danni se esiste la possibilità di crearne maggiori al nemico, persino quando il nemico è solo un emblema: molti membri del parlamento inglese si dichiarano pronti ad avallare passi che comportano danni anche pesanti per l’economia interna, purché si riesca a realizzare la Brexit. Negli Usa lindipendenza della Fed è sempre più in discussione: il suo mandato prevede la stabilità dei prezzi e la piena occupazione. Due condizioni saldamente in essere. Ma la normalizzazione delle politiche monetarie ha dovuto fermarsi, la Casa Bianca chiede più spinta (ormai la campagna elettorale per le Presidenziali 2020 è avviata) motivando l’esigenza con le difficoltà di crescita in Cina e in Europa.

Mario Draghi e Christine Lagarde, nuovo presidente della Bce.

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L’OMBRA DELLA POLITICA SULLA BCE

Non si capisce bene cosa la Fed potrà mai fare per far andar meglio l’economia cinese o quella europea, il rischio serio è che una Banca centrale che dovrebbe badare ai dati, debba tendere l’orecchio e chinare il capo alle esigenze della politica. Un segnale molto chiaro a riguardo è stata la scelta di un profilo politicoChristine Lagarde – per sostituire Mario Draghi alla Bce. Una scelta applaudita da molti, ma che certifica il ruolo sempre meno tecnico e sempre più politico della politica monetaria. La Bce ha inteso che non ha lo spazio per normalizzare i tassi negativi e l’espansione di bilancio per recuperare il margine di manovra necessario a gestire una eventuale futura crisi, perciò tenta di fare tutto ciò che è in suo potere per allontanare ogni spettro di crisi. Un gioco molto rischioso, il cui esito scopriremo prima o poi, speriamo non troppo dolorosamente.

*Dietro questo nom de plume si nasconde un manager finanziario.

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