Le nuove regole per i banchieri che fanno litigare M5s e Lega

31 Gennaio 2019 07.51
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C'è il movimento Cinque Stelle con la sua battaglia anti banchieri e la Lega che vuole blindare il decreto Carige. Sulla legge che deve salvare l'istituto di credito genovese si combatte un conflitto tra le due anime della maggioranza giallo verde. Il M5s ha proposto alcuni emendamenti anti banchieri come il divieto di bonus e promozioni legate al collocamento dei titoli, una pratica che era stata contestata perchè collegata agli scandali delle diverse banche popolari italiane e poi tetto massimo agli stipendi di dipendenti e manager nel caso in cui entri lo Stato nel capitale e stop alle porte girevoli per i dirigenti tra istituti e Banca d'Italia, cioè l'autorità di vigilanza nazionale. «Il decreto non si cambia», ha detto oggi il viceministro dell'Economia Massimo Garavaglia, ma dal M5S arrivano chiari segnali che lasciano intendere come il disegno di legge di conversione del Dl Carige, ma all'indomani della presentazione degli emendamenti in Commissione Finanze della Camera, le proposte di modifica al disegno di legge depositate dai deputati 5 Stelle sembrano prendere la questione un po' più alla larga e fissano dei precisi paletti il cui scopo è quello di evitare che le crisi bancarie si verifichino nuovamente in futuro.

DALL'INASPRIMENTO DELLE PENE ALLO STOP ALLE PORTE GIREVOLI

È per questo che propongono ad esempio di inasprire le pene e le sanzioni per i dirigenti bancari che commettano reati nell'esercizio delle loro funzioni. Oppure chiedono che nel Ddl venga introdotta una norma che vieti la possibilità di legare una parte degli stipendi dei dipendenti di banche e società di intermediazione finanziaria, o le loro promozioni di carriera, ai risultati conseguiti nel collocamento di prodotti finanziari. O, ancora, tornano sul tema delle cosiddette 'porte girevoli' e per impedire la commistione tra controllanti e controllate pongono agli ex funzionari di Bankitalia il veto per sei anni prima di andare a lavorare per una banca. C'è poi un emendamento finalizzato a ridurre gli oneri delle crisi bancarie a carico dello stato che prevede che i manager delle banche debbano sottoscrivere un'assicurazione a copertura della responsabilità civile derivante dalla loro attività. E per quello che riguarda Carige in particolare, viene anche previsto un tetto per i compensi dei dipendenti qualora nell'azionariato dovesse entrare lo Stato​.

MA IL DECRETO SU CARIGE È BLINDATO

«Per noi non passa niente» è stato tuttavia il commento secco di Garavaglia alle richieste del M5S. Un primo tempo lo si gioca il 31 gennaio quando in commissione prenderà in esame tutti gli 87 emendamenti di maggioranza e opposizione e decreterà se sono ammissibili o meno. Ma secondo quanto spiegano i tecnici è da mettere in conto che una buona parte possa essere respinta. I criteri di ammissibilità, soprattutto nel caso della conversione di un decreto legge, sono infatti particolarmente rigidi e devono attenersi rigorosamente all'oggetto contenuto nel titolo del provvedimento, viceversa non potranno riferirsi a una materia più ampia. Nella fattispecie, dovranno quindi essere relativi a Banca Carige. Più difficile pensare che possano invece essere introdotte norme per il riordino del sistema bancario nel suo complesso. L'iter del decreto ha comunque già subito un'accelerazione visto che la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato la discussione generale sul dl Carige in aula a Montecitorio dal prossimo 11 febbraio, mentre le votazioni avranno inizio dal 12 febbraio.

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