Banche popolari, via libera della consulta alla riforma

Redazione
26/03/2018

Per la Corte Costituzionale la riforma delle banche popolari è legittima. La Popolare di Bari e di Sondrio possono così...

Banche popolari, via libera della consulta alla riforma

Per la Corte Costituzionale la riforma delle banche popolari è legittima. La Popolare di Bari e di Sondrio possono così riprendere il processo di trasformazione in società per azioni, sospeso a fine 2016 dal Consiglio di Stato in attesa della pronuncia.
Due le questioni sollevate dinanzi alla Consulta, entrambe ritenute «infondate». Da un lato, i giudici hanno giudicato sussistenti i presupposti per l’emanazione del decreto-legge: la riforma, varata nel 2015 dal governo Renzi, era necessaria e urgente. Dall’altro, secondo la Corte – si legge nel comunicato stampa – «la normativa impugnata, che in attuazione di quella europea sui requisiti prudenziali prevede la possibilità per le banche di introdurre limitazioni al diritto di recesso del socio, non lede il diritto di proprietà».
Questo era il nodo centrale del ricorso presentato nel 2016 da alcuni soci e associazioni che consideravano illegittima la delega affidata dal decreto a Banca d’Italia per stabilire limitazioni al rimborso in caso di recesso. A Bankitalia il governo aveva sostanzialmente affidato il potere di bilanciare il diritto dei soci di uscire dal capitale delle Popolari prima della trasformazione in spa e le esigenze di stabilità patrimoniale degli istituti di credito. Per i ricorrenti tale diritto non poteva essere compresso – o rinviato sine die fino ad azzerarlo nei fatti – come previsto nella circolare emanata dall’istituto di vigilanza. La Consulta ha invece ritenuto che «i poteri normativi attribuiti a Banca d’Italia rientrino nei limiti di quanto consentito dalla Costituzione».
Per conoscere in dettaglio le ragioni della decisione si dovrà attendere il deposito delle motivazioni, che avverrà entro un mese. Il processo riprenderà poi dinanzi al Consiglio di Stato, tenuto a pronunciarsi sul ricorso in conformità alle indicazioni della Corte costituzionale. Buone notizie, dunque, per la Popolare di Bari alle prese con le pressanti richieste di rimborso presentate da alcuni soci. I vertici dell’istituto hanno infatti accolto «con favore» la sentenza «che pone fine a una situazione di grande incertezza che si protrae sin da dicembre 2016 condizionando le scelte strategiche e generando diffuse preoccupazioni negli stakeholders sull'esito del pronunciamento». Ora, la banca può riprendere il processo di trasformazione in spa e, prosegue la nota, «programmare con serenità e consapevolezza il perseguimento degli obiettivi di ulteriore crescita e rafforzamento a sostegno dei territori in cui la banca è storicamente presente».
Critiche alla sentenza sono arrivate dal legale dei soci di Popolare di Sondrio, promotore del ricorso al Consiglio di Stato. «Se nella sentenza leggeremo che il rimborso si può escludere integralmente in caso di recesso del socio per la trasformazione in spa», ha detto Francesco Saverio Marini, «siamo pronti ad andare alla Corte di Strasburgo (la Corte europea dei diritti dell’uomo, ndr)». I soci storici e il management dell’istituto lombardo temono, secondo Repubblica, che «la conversione possa consegnare la popolare più solida d’Italia in mano al fondo anglosassone Amber, ormai primo peso col 6%». Una prospettiva che si vorrebbe scongiurare attraverso la creazione di una holding a forma cooperativa in grado di conservare il controllo sulla banca e, quindi, la sua vocazione locale. Non è detto, però, che la Banca centrale europea approvi questa soluzione.