Le banche turche ora si rifiutano di collaborare con quelle russe

Redazione
17/01/2024

Interrotto i rapporti di corrispondenza con quasi tutti gli istituti di credito di Mosca: effetto del decreto firmato da Biden il 22 dicembre, che prevede sanzioni secondarie contro le società straniere responsabili di aiutare la Russia nella guerra in Ucraina.

Le banche turche ora si rifiutano di collaborare con quelle russe

Le banche turche di tutto il mondo hanno iniziato a rifiutarsi di collaborare con le banche russe. Lo scrive Kommersant, citando fonti del mercato finanziario e operatori del commercio estero. Le banche della Turchia, spiega il quotidiano, hanno interrotto i rapporti di corrispondenza con quasi tutti gli istituti di credito della Russia, sospendendo l’elaborazione dei pagamenti, pur senza concludere formalmente i contratti. Una fonte del giornale ha sottolineato che le banche turche hanno fatto un’eccezione per le filiali estere in Russia.

Le banche turche si rifiutano di collaborare con la Russia: interrotto i rapporti di corrispondenza con quasi tutti gli istituti di credito di Mosca.
Una filiale di Ziraat Bankasi (Getty Images).

Il decreto sulle sanzioni secondarie per chi aiuta la Russia firmato da Joe Biden a dicembre

La situazione, evidenzia Kommersant, si è complicata a partire dall’estate del 2023 ed è peggiorata bruscamente dopo che il 22 dicembre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha emesso un decreto sulle sanzioni secondarie contro le società straniere responsabili di aiutare la Russia nella guerra in Ucraina. Tale decreto consente alle autorità di Washington di scollegare le banche straniere dal sistema finanziario americano per aver violato, appunto, le sanzioni contro la Federazione Russa.

Secondo Bloomberg almeno due banche cinesi hanno deciso di riconsiderare le attività in Russia

Il 16 gennaio la Tass aveva parlato di «situazione di stallo» per le banche di Ankara dopo il decreto firmato da Biden, che necessitava di chiarimenti. Non solo Turchia, comunque: secondo Bloomberg almeno due banche cinesi hanno deciso di riconsiderare le loro attività in Russia, recidendo i legami con i clienti soggetti a sanzioni e smettendo di fornire servizi finanziari all’industria militare russa, cose che li stanno ponendo in una posizione rischiosa. Il Cremlino, in risposta a quanto scritto di Bloomberg, ha affermato che la Russia sta continuando a sviluppare relazioni bilaterali con la Cina.