Le banche nella doppia crisi: tra rischio violenza e emergenza economica

Redazione
18/04/2020

I sindacati: «Istituti non preparati. Possibili tensioni nei giorni dell'erogazione dei finanziamenti». Il Viminale conferma l'allarme. Allertati i prefetti. Per Patuelli (Abi) il settore potrebbe vivere un «cataclisma».

Le banche nella doppia crisi: tra rischio violenza e emergenza economica

C’è la paura della violenza che si potrebbe scatenare per ottenere i finanziamenti e quella per la ricaduta in un’altra crisi dopo essere riusciti a superare quella gravissima del 2008. Le banche sono di fronte a «un rischio doppio» dice il presidente dell’Abi (associazione bancaria italiana) Antonio Patuelli, dovuto alla «crisi emergenziale che si sovrappone a una situazione economico-produttiva non di grandi numeri per il Pil, di stagnazione». Ma a far paura è soprattutto la lettera inviata alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, dai segretari generali di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin che temono episodi di «violenza contro le lavoratrici e i lavoratori bancari»da lunedì per le richieste di fondi previste dal decreto imprese.

Il segretario Fabio Sileoni ha firmato la lettera al ministro Lamorgese per avvertire dei rischi di sicurezza per il settore (Fabi)

PREFETTI ALLERTATI PER LA SICUREZZA

I sindacati hanno chiesto «un intervento volto a rafforzare la sicurezza sociale, a tutela della sicurezza di chi si trova sui posti di lavoro e della clientela bancaria tutta». C’è «massima attenzione» da parte del Viminale, ha fatto sapere il ministro dell’interno. Tutti i prefetti sono stati da tempo allertati affinchè sia garantito un adeguato dispositivo di sicurezza sugli istituti in un passaggio così delicato. E l’attenzione, spiegano al ministero, continuerà ad essere elevata anche in seguito.

I SINDACATI: «ALCUNE BANCHE NON SONO PRONTE A RIAPRIRE»

Nella loro lettera a Lamorgese i segretari generali Lando Sileoni (Fabi), Riccardo Colombani (First-Cisl), Giuliano Calcagni (Fisac-Cgil), Massimo Masi (Uilca-Uil) ed Emilio Contrasto (Unisin) ricordano che «lunedì mattina partiranno le procedure per erogare i finanziamenti garantiti dallo Stato, introdotti col decreto legge numero 23 dell’8 aprile 2020, per poter aiutare imprese e professionisti in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19». «Secondo le informazioni in nostro possesso – proseguono – alcune banche non sono ancora pronte, poiché non hanno predisposto le circolari interne né hanno modificato le procedure per poter accogliere le richieste da parte della clientela».

Il convegno della Fabi, la federazione nazionale dei lavoratori bancari.

«FAREMO I NOMI DI CHI È IMPREPARATO»

Una situazione che, a loro dire, “potrebbe generare tensione fra i clienti che si recheranno nelle filiali e i bancari, sfociando in fenomeni di violenza che già sono stati registrati, a danno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari, in queste ultime settimane”. “Monitoreremo costantemente la situazione sull’intero territorio nazionale – avvertono – e denunceremo prontamente situazioni critiche e pericolose, così come faremo i nomi delle banche che effettivamente si riveleranno impreparate»

PATUELLI: «RISCHIO CATACLISMA»

Anche Patuelli, intervistato da Radio Radicale, ha speso parole per i lavoratori del settore: Coloro che lavorano in banca stanno facendo un superlavoro, quindi, invece di criticarli in anticipo bisognerebbe ringraziarli». «Quando c’è un incendio non bisogna discutere ma correre con i secchi a spegnerlo e il coronavirus è peggio di un incendio», ha dichiarato. «Bisogna constatare però che i pompieri e i volontari vengono ringraziati, i bancari invece criticati». Il presidente Abi ha anche precisato come «le banche stavano finendo di smaltire i costi di una crisi economico-finanziaria nata nel 2008 e scoppiata in Italia nel 2011, i numeri di Bankitalia non sono frivoli ma corretti, quindi vi è il rischio di un cataclisma».