La Corte suprema ripristina il bando dei soldati trans voluto da Trump

La Corte suprema ripristina il bando dei soldati trans voluto da Trump

22 Gennaio 2019 15.14
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La Corte suprema degli Stati Uniti ripristina il bando dei soldati transgender dalle forze militari americane, fatta eccezione per casi e circostanze limitati. Il bando era stato stato ordinato dal presidente Donald Trump, che è anche il comandante in carica dell'esercito Usa, ma si era scontrato con le disposizioni dei Tribunali federali, che avevano bloccato il provvedimento in presenza di diversi ricorsi ancora pendenti. La Corte suprema ha votato e a maggioranza (cinque giudici favorevoli, quattro contrari) ha dato ragione alla Casa Bianca, che chiedeva la revoca delle ingiunzioni emesse dai Tribunali. Il bando voluto da Trump vieta alle «persone transgender che richiedono o che hanno operato una transizione di genere» di far parte dei corpi militari. Sostenendo che le persone transgender non sarebbero qualificate a prestare servizio se non in determinate e limitate circostanze. Tra le motivazioni ci sarebbe il fatto che i transgender, con una storia o diagnosi di disforia di genere, potrebbero dover richiedere trattamenti medici di tipo farmacologico e chirurgico. A marzo del 2018 Nancy Pelosi, che all'epoca era leader della minoranza democratica alla Camera dei Rappresentanti e oggi è speaker dell'assemblea legislativa, aveva definito il bando «vigliacco e disgustoso», aggiungendo che «nessuno che abbia la forza e il coraggio di servire nelle forze militari dovrebbe essere respinto per ciò che è».

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