Bangladesh, crolla palazzina di otto piani

Bangladesh, crolla palazzina di otto piani

24 Aprile 2013 08.12
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È salito a 233 il numero delle persone che sono morte nel crollo di un edificio di otto piani a Dacca, capitale del Bangladesh. I feriti sono circa 700, ma il bilancio sembra destinato ad aggravarsi poiché molti sono ancora intrappolati tra le macerie da cui, tra l’altro, sono già state estratte vive 40 persone. Lo ha riferito Hiralal Roy, medico dell’ospedale Enam dove i feriti sono ricoverati.
Una tragedia che è arrivata ad appena cinque mesi dal rogo della fabbrica di vestiti Tazreen fashion factory, nel distretto industriale di Ashulia, dove morirono 120 operai.
COME UN TERREMOTO. Un vigile del fuoco ha detto alla Reuters che nel palazzo c’erano circa 2000 persone quando i piani sono crollati uno sopra l’altro, verso le 9 del mattino, quando il turno di lavoro era già cominciato.
«Sembrava un terremoto», ha raccontato un testimone  del crollo. Le ambulanze stanno ancora cercando di farsi largo tra la folla. «Ero al lavoro al terzo piano, poi improvvisamente ho sentito un boato assordante, ma non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Sono stato colpito alla testa», ha detto un lavoratore di una delle fabbriche di abbigliamento che si trovano all’interno.
PROPRIETARIO HA IGNORATO CREPE. L’edificio «sarebbe crollato per un difetto strutturale», ha detto il ministro degli Interni del Bangladesh Muhiuddin Khan Alamgir che ha visitato il luogo. Il ministro ha annunciato un’inchiesta per far luce sull’accaduto. Il proprietario del palazzo  avrebbe ignorato un ordine di evacuazione dopo che il 23 aprile erano state notate larghe crepe sulla facciata. Secondo il quotidiano Daily Star, il titolare dello stabile, dove sorgono diverse fabbriche di abbigliamento, ha infatti chiesto agli operai di tornare al lavoro.
E il bilancio avrebbe potuto essere ancora più drammatico, perché molti sono riusciti a fuggire prima del crollo. Altri invece sono rimasti intrappolati sotto le macerie, alcuni di loro morti, tanti sopravvissuti ma mutilati.
Le ricerche però non si fermano, perché non è chiaro quante persone possano essere ancora intrappolate sotto i detriti. E il numero delle vittime rischia di salire ulteriormente.

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